Un ritorno che segna simbolicamente l’inizio della lunga corsa verso le amministrative della primavera 2026. Nella sala dell’Hotel Vesuvio, affacciata sul golfo, Ferdinando Pinto ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco, riportando sulla scena politica cittadina un nome che ha già guidato Sorrento tra il 1995 e il 2000. L’annuncio non è stato soltanto formale, ma il tentativo dichiarato di ricostruire un tessuto politico messo a dura prova dagli eventi degli ultimi mesi. Accanto a Pinto si è presentato un gruppo composito di amministratori ed esponenti della società civile, con l’obiettivo di dare vita a una coalizione ampia e trasversale. Nel documento diffuso al termine dell’incontro, il candidato pone al centro legalità e partecipazione. “Rigor e trasparenza” sono le parole chiave di un progetto che punta a difendere l’identità della città, sostenere il lavoro onesto e spezzare ogni ambiguità con pratiche opache. Tra le priorità indicate figurano la tutela dei residenti, lo sviluppo economico in chiave solidale, la riorganizzazione della macchina comunale e lo sblocco di opere e cantieri rimasti fermi. Il ritorno di Pinto si inserisce in un contesto segnato dallo scioglimento anticipato del consiglio comunale nel giugno 2025, dopo le dimissioni della maggioranza dei consiglieri e l’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola nell’ambito di un’inchiesta per tangenti. Una vicenda che ha aperto una fase commissariale, guidata da Rosalba Scialla, chiamata a ristabilire ordine amministrativo e a intervenire sulle criticità emerse. Con i procedimenti giudiziari ancora in corso e un clima politico alla ricerca di stabilità, la candidatura di Pinto rappresenta il primo tassello ufficiale di una competizione che si preannuncia decisiva per il futuro di Sorrento. La campagna elettorale, di fatto, è già cominciata.
di Fausto Sacco

