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Speranza a Polino: una famiglia palestinese trova rifugio in Italia

In POLITICA
Marzo 24, 2024

POLINO – Un’inaspettata onda di speranza si è infranta sulle coste dell’ospitalità umbra dove, a Polino, piccolo comune di 200 anime vicino a Terni, una famiglia palestinese di dieci persone ha trovato rifugio dalla guerra devastante che incendia Gaza. La storia di Safwat Alkahlout, giornalista 51enne, della sua consorte Eman, della suocera Fatima e dei suoi sette figli, risuona ora tra i vicoli silenziosi e accoglienti del paese, portando con sé il peso del dolore e la forza di un nuovo inizio.

“Siamo fuggiti da un inferno”, ha riferito Safwat, con la voce frantumata dal ricordo delle atrocità. “La nostra quotidianità era scandita dal fragore delle bombe, dalla paura incessante e dalla tragedia di migliaia di vite spezzate.” Con il cuore colmo di affetto per la terra natale, ma costretti dalle circostanze a lasciare ogni cosa, la famiglia Alkahlout è atterrata sull’asfalto di Fiumicino, proveniente dal Cairo, grazie all’intervento della Fondazione “Aiutiamoli a vivere” che si è fatta carico del loro trasferimento.

La loro storia si intreccia con le speranze e i sogni di una intera popolazione che, come sottolinea lo stesso Safwat, desidera ardentemente il ritorno alla normalità e alla dignità di una vita libera dalle catene del conflitto. “Desideriamo una pace giusta per i palestinesi, fondata sui principi dell’indipendenza e del reciproco riconoscimento. Nel 2024 è inaccettabile che il nostro popolo sia ancora privato della libertà che gran parte del mondo gode” ha dichiarato con convinzione il giornalista.

Polino ha risposto con un gesto di solidarietà tangibile: l’abitazione, provvista dal Comune e presentata dal sindaco Remigio Venanzi alla famiglia, è divenuta il simbolo di una comunità che non si volta dall’altra parte di fronte alla sofferenza altrui. Un simbolo che ha toccato particolarmente la matriarca Fatima, la cui nostalgia e il cui commovente pianto al momento di varcare la soglia della nuova casa sono stati l’espressione palpabile della perdita e della speranza.

Mentre la famiglia si adagia alla sua nuova vita, le voci di una piccola comunità dell’Umbria si uniscono al coro globale che chiede la fine di una guerra troppo lunga e dolorosa. Polino è ora più che mai una finestra sul mondo, uno spazio dove il dramma umano incontra la generosità e apre un dialogo su ciò che significa essere cittadini di un’umanità condivisa, al di là di confini e conflitti.