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Strade Sicure, Salvini rilancia: “10mila militari nelle città e nelle stazioni”

In IN EVIDENZA, POLITICA
Settembre 05, 2026
La Lega chiede di rafforzare il dispositivo: dagli attuali 6.800 soldati a 10mila. Nel mirino anche i 61 capoluoghi ancora esclusi dall’operazione. Salvini: “Più sicurezza e maggiore presenza dello Stato sul territorio”.

La sicurezza torna al centro dell’agenda politica della Lega. Il vicepremier e segretario del partito, Matteo Salvini, rilancia infatti il potenziamento dell’operazione “Strade Sicure”, chiedendo di aumentare il numero dei militari impegnati quotidianamente nel presidio delle strade, delle stazioni e delle aree ritenute più sensibili del Paese.  L’obiettivo indicato dalla Lega è ambizioso: portare gli effettivi impiegati nell’operazione dagli attuali 6.800 a quota 10mila. Un incremento di circa 3.200 militari che, nelle intenzioni del partito, dovrebbe tradursi in una presenza più capillare dello Stato soprattutto nei territori maggiormente esposti a fenomeni di criminalità e degrado.  “La gente ci chiede più sicurezza, più controlli e una maggiore presenza dello Stato sul territorio. Per noi è una priorità”, ha dichiarato Salvini, sottolineando come il tema della sicurezza rappresenti una delle principali richieste provenienti dai cittadini.  La proposta punta inoltre ad allargare la copertura dell’operazione a quei capoluoghi che, secondo i dati citati dalla Lega, non sono attualmente interessati dal dispositivo. Sarebbero 61 le città ancora prive della presenza dei militari prevista da “Strade Sicure”.  Nell’elenco diffuso dal partito di via Bellerio figurano, tra gli altri, Alessandria, Pavia, Trento, Belluno, Pordenone, La Spezia, Ravenna, Arezzo, Pesaro, Terni, Latina, Pescara, Campobasso, Avellino, Lecce, Matera, Siracusa e Cagliari. Una distribuzione geografica che attraversa praticamente l’intero territorio nazionale, dal Nord al Mezzogiorno. Per finanziare il rafforzamento del dispositivo, la Lega quantifica il fabbisogno in poco più di 100 milioni di euro all’anno. Una cifra che Salvini considera sostenibile, arrivando a paragonarla agli utili che una grande banca può realizzare nell’arco di pochi giorni. Il messaggio politico è dunque chiaro: aumentare la presenza dei militari nelle aree urbane viene indicato dalla Lega come uno degli strumenti attraverso cui garantire maggiore sicurezza e rafforzare la percezione della presenza dello Stato. La proposta si inserisce in un dibattito che da tempo divide la politica italiana. Da una parte c’è chi considera la presenza dei militari un deterrente utile, soprattutto nei luoghi maggiormente frequentati e nelle zone considerate più problematiche; dall’altra, il tema pone interrogativi sull’impiego delle Forze armate in compiti di sicurezza interna e sulla necessità di mantenere un adeguato equilibrio tra il ruolo dei militari e quello delle forze dell’ordine. Per la Lega, tuttavia, la direzione da seguire appare definita: più uomini sul territorio, più controlli e una maggiore attenzione ai capoluoghi che oggi non rientrano nel perimetro di “Strade Sicure”. Una proposta che ora dovrà misurarsi con le risorse disponibili e con le scelte del Governo in materia di sicurezza e impiego delle Forze armate. Il tema, inevitabilmente, è destinato a restare al centro del confronto politico. Perché la richiesta di sicurezza proveniente dai cittadini si intreccia con una questione più ampia: quale debba essere, oggi, la presenza dello Stato nelle città italiane e quali strumenti siano più efficaci per garantirla.

di Fausto Sacco