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Svolta nel Settore dei Call Center: Sciopero e Cambiamenti Contrattuali Imminenti

In ECONOMIA
Maggio 22, 2024

Il prossimo 5 giugno, i dipendenti dei call center italiani incroceranno le braccia in una giornata di sciopero nazionale. Indetto dal sindacato Cub, l’azione di protesta mira a rispondere alla recente decisione dell’Assocontact, l’organismo rappresentativo delle aziende del settore sotto l’egida di Confcommercio, di recedere dal contratto collettivo delle telecomunicazioni a partire dal 1° agosto 2024. Questa mossa ha suscitato una profonda preoccupazione tra i lavoratori che vedono in pericolo la stabilità del loro impiego e i loro diritti.

La scelta di Assocontact di abbandonare il contratto Tlc è stata giustificata da una serie di motivazioni economiche e strutturali. Tra queste, l’elevato costo del lavoro, gli onerosi costi operativi legati a gestione delle sedi e consumi energetici, una riduzione dei volumi di lavoro e un crescente bisogno di flessibilità operaiva espressa dai committenti. Le aziende sostengono che tali condizioni economiche avverse hanno reso insostenibile il mantenimento delle condizioni attuali, portando così alla decisione di adottare un nuovo contratto, attualmente non identificato, che consentirebbe una maggiore sostenibilità per le imprese.

D’altra parte, questa prospettiva non trova consenso tra i ranghi dei lavoratori. La Cub, attraverso un acceso comunicato, ha espresso una netta contrarietà a queste motivazioni, interpretando la mossa come un tentativo di diminuire i salari, aumentare la precarietà lavorativa e ridurre i diritti dei dipendenti nel settore. Secondo il sindacato, le aziende di Assocontact cercano di sfruttare un clima politico favorevole per attuare politiche aziendali più aggressive, aggravate, come sostiene la Cub, da una serie di misure governative che facilitano le assunzioni, la detrazione dei costi del personale e la liberalizzazione dei contratti a termine.

Il fulcro della protesta sarà a Milano, dove i lavoratori si raduneranno in presidio davanti alla sede di Confcommercio. Previsto tra le 10 e le 12, l’evento vuole catalizzare l’attenzione pubblcia e mediatica sulla questione, richiamando una maggiore sensibilità e supporto da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni per mitigare quelle che il sindacato descrive come iniziative lesive dei diritti dei lavoratori.

La situazione dei call center in Italia è emblematica di un più ampio contesto in cui la contrattazione collettiva e la sicurezza del lavoro sono sotto pressione. Con l’aumento dell’automazione e la delocalizzazione, il settore ha già affrontato sfide significative negli ultimi anni, con impatti tangibili sulla vita dei lavoratori. La possibile revoca di un contratto storico come quello delle telecomunicazioni potrebbe segnare una svolta decisiva per le condizioni lavorative di migliaia di persone, portando con sé una trasformazione del panorama lavorativo italiano nei settori più sensibili alla globalizzazione e alla digitalizzazione.

In attesa delle prossime mosse da parte dei sindacati e delle aziende, il 5 giugno si rivela come un momento cruciale di confronto e di potenziale cambiamento, con impatti che rischiano di estendersi ben oltre i confini di una singola giornata di sciopero.