Carlos Alcaraz è il nuovo re degli US Open e del tennis mondiale. Lo spagnolo ha superato Jannik Sinner in quattro set (6-2, 3-6, 6-1, 6-4) nella finale di Flushing Meadows, conquistando il suo secondo titolo a New York e il sesto Slam in carriera. Con questo trionfo, il 22enne di Murcia riconquista anche la vetta del ranking ATP, strappandola all’azzurro dopo 65 settimane consecutive di dominio.
Il match
La sfida, attesissima e dal sapore di “nuova era”, ha mantenuto le promesse. Alcaraz è partito forte, imponendo ritmo e aggressività da fondo campo. Sinner ha reagito nel secondo set, trovando profondità e precisione con il diritto per riportare la partita in equilibrio. Ma la terza frazione ha segnato la svolta: lo spagnolo ha alzato nuovamente il livello, concedendo appena un game all’italiano. Nel quarto set Sinner ha provato a rimanere agganciato al match, ma sul 4-4 Alcaraz ha piazzato l’allungo decisivo, chiudendo dopo poco più di tre ore di gioco.
La caduta di Sinner dopo 65 settimane da re
La sconfitta segna la fine del lungo regno di Jannik Sinner in cima alla classifica mondiale. L’altoatesino era diventato numero uno il 10 giugno 2024, mantenendo la leadership per 65 settimane consecutive, record assoluto per un tennista italiano. Con il successo di New York, Alcaraz torna numero uno per la quinta volta in carriera, inaugurando la sua 37ª settimana complessiva da leader del ranking.
Le parole dei protagonisti
Amaro ma lucido il commento di Sinner dopo la finale: “Oggi più di così non potevo fare. Complimenti a Carlos, ha meritato questa vittoria”. Emozionato Alcaraz, che dopo l’abbraccio in campo ha dichiarato: «Queste sono le partite che sogni fin da bambino. Tornare numero uno vincendo a New York è qualcosa di speciale».
Una rivalità destinata a segnare un’epoca
Con questo nuovo capitolo, la rivalità tra Sinner e Alcaraz – ribattezzata ormai “Sincaraz” – si conferma come la più accesa e appassionante del tennis contemporaneo. Dopo Wimbledon, Parigi e ora New York, i due ventenni si stanno spartendo il palcoscenico dei grandi tornei, alimentando una sfida che promette di dominare la scena negli anni a venire.
di Fausto Sacco

