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Timorosa attesa nei mercati europei alla vigilia delle elezioni USA

In ECONOMIA
Novembre 04, 2024

In un clima di crescente tensione, i mercati finanziari europei mostrano una chiara cautela mentre l’America si avvicina al giorno delle elezioni. L’attesa è palpabile e si riflette nelle limitate oscillazioni dei principali indici borsistici del continente. Allo stesso tempo, l’andamento contrastante dei mercati è un chiaro indice delle incertezze che gravano sugli investitori.

A Londra, l’indice azionario principale registra un incremento moderato dello 0,6%, segno di un cauto ottimismo. Allo stesso modo, Milano e Parigi avanzano timidamente dello 0,1%, mentre Francoforte mostra una leggera flessione dello 0,1%. Questi modesti movimenti riflettono la prudenza degli investitori che preferiscono non esporsi eccessivamente in un momento di significativa incertezza politica.

Oltremanica, la situazione a New York non fa eccezione, con i futures che procedono in maniera indecisa, vacillando attorno alla parità. Qui, la tensione è accentuata dalla performance del dollaro americano che, dopo aver guadagnato terreno nell’ultimo mese grazie alle aspettative di un rialzo inflattivo legato a una possibile vittoria di Donald Trump, ora perde lo 0,6% rispetto all’euro, attestandosi a 1,09.

Le cosiddette scommesse sul ‘Trump trade’ subiscono una battuta d’arresto generale: il Bitcoin perde lo 0,4%, l’oro cala dello 0,2% e anche i Treasury beneficiano di un ribasso dei rendimenti di quasi 10 punti base. Inoltre, i Btp vedono diminuire i propri rendimenti di circa due punti base, raggiungendo il 3,66%, e lo spread con il Bund tedesco cala a 126 punti.

Nel dettaglio del mercato azionario italiano, Piazza Affari vede alcuni segnali positivi in aziende come Diasorin, che guadagna l’1,4%, Bper e Intesa, entrambi in aumento dello 0,7%, seguiti da Mediobanca e Eni, entrambi in rialzo dello 0,6%. Questo incremento è sostenuto principalmente dall’aumento del prezzo del petrolio, +2,8% a 71,4 dollari al barile, che trae beneficio dal posticipo di un mese dell’aumento della produzione da parte dell’Opec+ e dai crescenti rischi di escalation tra Iran e Israele.

Al contrario, alcune aziende italiane mostrano performance negative: Amplifon perde il 2,1%, Iveco cala dell’1,6%, STM si riduce dell’1,2%, Generali arretra dell’1% e Nexi scende anch’essa dell’1%.

Questi dati riflettono un amalgama di cautela e di strategiche anticipazioni in vista delle elezioni statunitensi, evidenziando come eventi politici di tale portata possano avere ripercussioni dirette non solo sulle politiche economiche interne ma sull’intero panorama finanziario globale. Nei prossimi giorni, sarà cruciale monitorare come questi elementi evolveranno, con gli occhi puntati tanto sugli exit poll quanto sui mercati finanziari che, inevitabilmente, reagiranno al verdetto delle urne.