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Tor Vergata, un milione di giovani al Giubileo: “Non abbiate paura della vostra sete di infinito”.

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Agosto 03, 2025
Il Papa Leone XIV: “Siamo con i giovani di Gaza, dell’Ucraina, e di ogni terra insanguinata dalla guerra. Voi siete il segno che un altro mondo è possibile”

Si è concluso oggi, domenica 3 agosto, a Tor Vergata il Giubileo dei Giovani 2025, una straordinaria manifestazione di fede e speranza che ha riunito oltre un milione di ragazze e ragazzi provenienti da 146 Paesi del mondo. Una giornata carica di emozione e spiritualità, culminata con la presenza di Papa Leone XIV, che ha presieduto la celebrazione e l’Angelus.  Accolto da una folla festante, il Pontefice è arrivato in elicottero per poi attraversare la spianata in papamobile, tra canti, applausi e bandiere di ogni colore. Nell’omelia, ha parlato con parole forti e paterne ai giovani, invitandoli a non temere le proprie fragilità: “Non devono spaventarci – ha detto – come fossero tabù da evitare. La fragilità è parte della meraviglia che siamo”. L’incontro con Cristo Risorto, ha sottolineato Leone XIV, “cambia la nostra esistenza” e “illumina i nostri affetti, desideri, pensieri”. Non si tratta di eliminare il dolore o l’inquietudine, ma di trasformarli in cammino, in ricerca di senso, in apertura al mistero.  “Sentiamo una sete grande e bruciante – ha proseguito – che nessuna realtà creata può estinguere. Non inganniamo il nostro cuore con surrogati inefficaci. Facciamo di questa sete uno sgabello su cui salire per affacciarci, come bambini, alla finestra dell’incontro con Dio”.  Nel suo discorso, il Papa ha anche ripreso le parole di Papa Francesco, pronunciate nell’agosto 2023: “Non allarmiamoci se ci scopriamo assetati, inquieti, incompleti. Non siamo malati, siamo vivi”. Un messaggio potente, rilanciato oggi davanti a una generazione che chiede autenticità, orizzonti alti, e relazioni vere.  “Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno”, ha detto il Pontefice. E ha affidato i giovani a Maria, “Vergine della speranza”, esortandoli a tornare nei propri Paesi come testimoni di gioia e fede, portatori di un entusiasmo capace di contagiare il mondo.  Durante l’Angelus, il Papa ha rivolto un pensiero accorato ai giovani colpiti dai conflitti: “Siamo con i giovani di Gaza, dell’Ucraina, e di ogni terra insanguinata dalla guerra. Voi siete il segno che un altro mondo è possibile, un mondo di amicizia in cui i conflitti non si risolvono con le armi ma con il dialogo”.   Un messaggio potente, in un luogo simbolico, davanti a una generazione che chiede di essere ascoltata, guidata e incoraggiata. Tor Vergata, oggi, è stata davvero la capitale della speranza.

di Fausto Sacco