La reintroduzione nella società dei detenuti mediante la formazione è da sempre uno degli obiettivi primari del sistema penitenziario. Con il recente lancio del bando “Fuoriclasse,” promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) e il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, emerge un’importante iniziativa focalizzata sul potenziamento delle competenze digitali dei detenuti. Dotato di un budget di 5 milioni di euro, il progetto punta a implementare politiche rivoluzionarie volte al reinserimento lavorativo e sociale di questa parte della popolazione.
La platea di destinatari di questi corsi è particolarmente selezionata: si tratta di detenuti con pene residue non superiori ai tre anni, individuati tanto nelle strutture carcerarie quanto nei contesti di esecuzione penale esterna. Questo focus sul breve periodo residuo di detenzione mira a preparare i partecipanti per un ritorno imminente alla vita civile, dotandoli di strumenti attuali e richiesti dal mercato del lavoro.
L’istruzione digitale, secondo quanto evidenziato da Martina Lascialfari, direttrice generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale, si configura come la spina dorsale di un intervento più ampio che intende equipaggiare i detenuti di abilità richieste nell’economia contemporanea. Ciò è significativo in un contesto in cui, secondo la Fondazione Censis, meno del 5% dei corsi professionalizzanti attualmente disponibili nei penitenziari italiani si concentra sulle competenze digitali.
La scarsa prevalenza di questi corsi, fino ad ora, si scontra con un mondo esterno in rapida digitalizzazione, dove le abilità ICT sono sempre più indispensabili. Renato Brunetta, presidente del Cnel, sottolinea l’importanza strumentale della formazione digitale non solo per le opportunità di impiego che può generare, ma anche per il suo ruolo potenziale nell’innovazione del sistema penitenziario stesso, promuovendo una maggiore connessione tra detenuti e società civile attraverso tecnologie e competenze condivise.
Il bando “Fuoriclasse” è quindi una mossa strategica e una speranza concreta per molti detenuti. Giovanni Russo, capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, enfatizza come le attività progettuali previste dal bando rappresentino una risorsa non solo per i diretti beneficiari, ma anche per le istituzioni, in quanto permettono di testare e raffinare le politiche pubbliche riguardanti la formazione in ambito carcerario.
In conclusione, questo programma rivela la crescente consapevolezza delle istituzioni sulla necessità di modernizzare l’approccio alla riabilitazione dei detenuti. Oltre a prepararli a rientrare nel tessuto economico e sociale con competenze aggiornate, si rafforza l’idea che un maggior investimento in educazione e formazione possa essere fondamentale nella lotta alla recidiva, apportando benefici a lungo termine sia per i singoli sia per la società nel suo complesso.
