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Valtellina e Valchiavenna: Ritorno alla Normalità nella Produzione di Energia Rinnovabile

In ECONOMIA
Luglio 11, 2024

In un periodo in cui la sostenibilità ambientale è al centro delle politiche energetiche globali, la notizia che la produzione di energia rinnovabile in Valtellina e Valchiavenna è tornata ai livelli medi degli ultimi dieci anni suscita un interesse particolare. L’annuncio è arrivato direttamente da Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, durante un incontro con gli analisti finanziari presso gli impianti idroelettrici del gruppo localizzati nella provincia di Sondrio.

La buona notizia non riguarda solo la quantità di energia prodotta, che ha raggiunto i 2.670 GWh, segnando un robusto incremento del 38% rispetto al 2022, ma anche l’impatto ambientale positivo correlato: la produzione di questa energia ha permesso di evitare l’emissione in atmosfera di oltre un milione di tonnellate di CO2. Questi dati non solo confermano l’efficacia delle politiche di incentivazione verso le fonti rinnovabili, ma mostrano anche un esemplare cammino verso un futuro più verde.

Un tuffo nella storia di A2A in questa regione ci porta indietro al 1910, quando fu inaugurata la centrale di Grosotto, destinata a rifornire di energia la città di Milano. Con l’inaugurazione della centrale di Mese nel 1927, la regione si dotava all’epoca dell’impianto più potente d’Europa. Da allora, il sistema idroelettrico ha visto un’espansione e un’evoluzione notevoli, comprendendo oggi 10 grandi dighe e 23 centrali, le quali formano un complesso capace di generare circa 1.200 MW.

Questi impianti si dividono in due categorie principali: quelli ad acqua fluente che sfruttano la corrente naturale dei corsi d’acqua, e quelli ad accumulo/serbatoio, i quali stoccano l’acqua per rilasciarla in momenti di maggiore bisogno energetico. Tale sistema non solo garantisce una flessibilità operativa, ma anche una programmazione più accurata della produzione energetica, elemento cruciale per mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta su base stagionale.

Nel dettaglio, l’infrastruttura della Valchiavenna comprende 6 grandi dighe e 12 centrali con una capacità installata di 384 MW, mentre quella dell’Alta Valtellina include 4 grandi dighe e 11 centrali aventi una capacità complessiva di 784 MW. Tra questi, alcuni impianti meritano una menzione speciale per la loro collocazione in aree di alto valore naturalistico, come le dighe di Cancano e San Giacomo nella valle di Fraele, e la centrale di Braulio, situata all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio.

Questi esempi dimostrano l’impegno di A2A nel bilanciare le proprie attività produttive con la massima sensibilità ambientale, realizzando progetti che mirano a minimizzare l’impatto visivo e ecologico e a integrarsi armoniosamente nel paesaggio circostante. Con queste iniziative, A2A non solo contribuisce significativamente alla produzione di energia verde in Italia, ma si pone anche come esempio di come le tecnologie rinnovabili possano convivere in modo sostenibile con l’ambiente.

Risulta evidente, dunque, che il cammino intrapreso da A2A in Valtellina e Valchiavenna non è solamente una mera questione di cifre e percentuali. Si tratta piuttosto di un modello di sviluppo sostenibile che combina innovazione, rispetto per l’ambiente e un forte senso di responsabilità verso le future generazioni.