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Verso l’Obbligo di Assicurazioni Climatiche per le Abitazioni

In ECONOMIA
Settembre 20, 2024

In un contesto in cui fenomeni climatici estremi si manifestano con intensità e frequenza crescente, causando distruzione su vasta scala, la copertura assicurativa delle abitazioni in Italia resta notevolmente bassa. Solo il 6% delle case e il 5% delle imprese sono attualmente assicurate contro rischi come terremoti e inondazioni, una cifra che espone una vasta parte della popolazione a gravi rischi finanziari in caso di disastri naturali.

La situazione attuale ha spinto il Ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, a proporre un’assicurazione obbligatoria per le abitazioni contro i danni causati dall’emergenza climatica, ispirandosi al modello dell’assicurazione obbligatoria per i veicoli (RC auto). Questa iniziativa cerca di anticipare ulteriori devastazioni, come quelle osservate recentemente in Emilia Romagna a causa di alluvioni e altre calamità, che stanno diventando sempre più costose in termini di danni materiali e perdite economiche.

Secondo i dati forniti da Munich Re e citati dall’Ania alla High level insurance conference, le perdite globali nei primi sei mesi di quest’anno hanno raggiunto i 120 miliardi di dollari, quasi il doppio della media degli ultimi dieci anni. In Italia, i danni assicurati hanno superato nel 2023 i sei miliardi di euro, segnando un record senza precedenti.

Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, ha sottolineato che una copertura assicurativa estesa a tutta la popolazione potrebbe ridurre significativamente i premi attuali, grazie ai principi di mutualità e distribuzione del rischio su una base più ampia. Farina ha anche accennato alla possibilità di introdurre incentivi iniziali per facilitare la transizione verso il sistema obbligatorio.

In attesa del disegno di legge sulla ricostruzione, che è attualmente in esame alla Camera e che include una delega governativa in questa direzione, il settore assicurativo italiano, secondo Farina, potrebbe beneficiare di una collaborazione pubblico-privato per gestire i rischi in modo più efficace.

Le proposte hanno suscitato reazioni contrastanti. Da una parte, associazioni dei consumatori come Assoutenti sono a favore dell’obbligo assicurativo per le abitazioni, ma dall’altra parte esprimono preoccupazione per potenziali aumenti ingiustificati dei costi delle polizze, come evidenziato dal recente rincaro dell’11,2% annuo.

Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, ha criticato aspramente l’idea, ritenendo inaccettabile che lo Stato possa scaricare sui cittadini l’onere di coprire le proprie inefficienze gestionali.

Tuttavia, sia il Ministro Musumeci sia il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, insistono sulla necessità di una copertura obbligatoria. Giorgetti ha sottolineato come gli effetti a lungo termine delle catastrofi naturali possano comportare rischi significativi per la stabilità economica e finanziaria del Paese.

Mentre la politica cerca una strada per navigare tra le esigenze di protezione civile e le resistenze economiche e sociali, l’aggiornamento legislativo è atteso con impazienza. Questa mossa potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui l’Italia gestisce i rischi climatici, ponendo al contempo delle sfide considerevoli in termini di accettazione sociale e sostenibilità economica.