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Verso Nuovi Equilibri: Calenda Rivolge lo Sguardo a Sinistra e Rifiuta la Mano a Renzi

In POLITICA
Giugno 11, 2024

L’arena politica italiana è di nuovo palcoscenico di movimentate rappresentazioni, in cui protagonisti e comparse si alternano e cambi d’allineamento emergono continuamente. Carlo Calenda, al timone di Azione, segnala un eclatante cambio di rotta post elezioni europee: si prende in considerazione un’allenza con il centro-sinistra, respingendo categoricamente qualsiasi possibile riconciliazione con Matteo Renzi e il suo Italia Viva.

L’epilogo delle elezioni europee ha evidenziato una cristallina verità: in un panorama politico polarizzato, un’entità indipendente e fluttuante come il Terzo Polo rischia una marginalizzazione. Questo ha forzato i leader dei suoi frammenti, Calenda in testa, a riconsiderare le loro posizioni e opzioni politiche. Il destino sembra suggerire una coalizione più stretta col Partito Democratico, attualmente la principale forza di opposizione. Tuttavia, ponti già traversati e poi incendiati con Renzi impediscono qualsiasi dialogo verso un’alleanza ripetuta.

Risponde al dilagante bisogno di chiarezza nelle proprie fila, Matteo Richetti, esprimendo forte critica verso l’ex premier Renzi, accusandolo di puntare persino alle tattiche elettorali per motivi egoistici piuttosto che per un interesse collettivo. Tali dichiarazioni incendiano ulteriormente l’atmosfera già tesa all’interno del partito.

Questa virata verso il PD di Calenda genera malcontento anche tra le fila dei suoi, principalmente tra coloro che provengono da esperienze politiche diametralmente opposte, come l’ex Forza Italia Enrico Costa. Il disaccordo con la direzione corrente si acuisce durante i confronti con la leadership, manifestando una frattura ideologica che rischia di sanguinare ulteriormente l’unità del partito.

Intanto, Renzi cerca di raccogliere i pezzi dopo il disastro ancor più volte sfiorato, enfatizzando la vitalità e resistenza di Italia Viva dimostrata dalla recente elezione di sindaci e consiglieri comunali sotto il suo simbolo. In parallelo, Luigi Marattin, punto di riferimento in Iv, invoca la necessità di ricostruire una prospettiva politica solida e coerente, una sorta di ritorno alle origini prima dell’irreversibile frattura nel Terzo Polo.

Anche in casa Italia Viva non tutti paiono alignati con la retorica di Renzi. Raffaella Paita, infatti, ribatte subito alle dichiarazioni polemiche del collega Richetti, rimarcando la fermezza e la dedizione di Iv, a differenza delle scelte di Calenda che hanno contribuito alla crisi del Terzo Polo.

In autunno, sia Azione che Italia Viva hanno pianificato i rispettivi congressi nazionali. Questi eventi saranno cruciali per delineare le future direttrici politiche e ridefinire le alleanze in un paesaggio in continua modulazione. La politica italiana, con i suoi continui riposizionamenti e nuove sfide, rimane un terreno di eterna negoziazione, dove ogni giocata può rivelarsi decisiva per il futuro del paese.