Il panorama della cybersicurezza in Italia sta per conoscere una svolta significativa. Un nuovo disegno di legge, attualmente in esame presso le commissioni Affari costituzionali-Giustizia della Camera, introduce misure più severe contro gli accessi illeciti alle banche dati. Alla luce degli ultimi episodi che hanno visto il furto di migliaia di dati sensibili, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha messo in evidenza l’urgenza di intervenire con sanzioni più efficaci.
Negli ultimi anni, gli attacchi informatici sono diventati un problema globale di estrema rilevanza e l’Italia non è esente da tale minaccia. Nel solo 2023, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha trattato 1.411 eventi, un dato allarmante che testimonia un incremento rispetto all’anno precedente. Gli attacchi Ddos e i ransomware sono tra le minacce più frequenti e dannose, capaci di colpire la quotidianità di imprese, cittadini e strutture sanitarie, fermando addirittura una sala operatoria o una linea ferroviaria.
Un particolare allarme è stato dato sulle modalità con le quali tali attacchi vengono condotti. Nel caso degli attacchi Ddos, gruppi filorussi e filopalestinesi sembrano attivarsi in risposta a determinate posizioni politiche assunte dall’Italia. Questo tipo di attacchi, oltre a causare un danno concreto alle operazioni dei siti web colpiti, mira a infliggere un danno d’immagine agli stessi.
Al momento, secondo quanto riferito da Mantovano, vi è una mancanza di coordinamento nell’affrontare tali sfide, con buona parte delle responsabilità affidate alla buona volontà degli operatori del settore. Questa frammentarietà dell’approccio alla cybersicurezza è emersa come inadatta quando, ad esempio, si sono verificati tentativi di contatto con un ministero durante un attacco informatico in un fine settimana, evidenziando la necessità di presidi di sicurezza attivi e continuativi.
Il disegno di legge punta proprio a colmare queste lacune. L’obiettivo è quello di instaurare una governance centralizzata e rafforzare le procedure d’allerta, aumentando la consapevolezza del rischio e migliorando la prontezza di intervento. Importante anche l’espansione degli strumenti investigativi a disposizione delle autorità, in modo proporzionale alla gravità dei crimini informatici.
L’impegno italiano in questo ambito si rafforzerà ulteriormente grazie alla presidenza del G7 attualmente detenuta dall’Italia, con diverse riunioni ministeriali in programma incentrate sulla tematica della cybersicurezza.
Chiusura del sottosegretario Mantovano è un invito al lavoro parlamentare, che dovrà apportare ulteriori arricchimenti al testo. La protezione dal cybercrime, sottolinea, trascende le divisioni ideologiche: si tratta di una necessità comune che richiede un impegno condiviso per adeguare i livelli di sicurezza cibernetica ai rischi del presente e del futuro.
