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Zelensky a Washington: “La Russia non deve ottenere ricompense”.

Trump: "Pace subito se Kiev rinuncia a Crimea e NATO"

Alla vigilia del vertice alla Casa Bianca con il presidente statunitense Donald Trump e i principali leader europei, Volodymyr Zelensky ha lanciato un messaggio netto a Mosca. “La Russia non deve ottenere alcuna ricompensa per questa guerra. La guerra deve finire. Ed è proprio Mosca che deve dire ‘basta’”, ha scritto il presidente ucraino in un post su Telegram, poche ore dopo i devastanti attacchi russi su Kharkiv e Zaporizhzhia.   Nella notte, Kharkiv è stata colpita da droni russi: sette persone, tra cui una bambina di un anno e mezzo, hanno perso la vita e almeno diciotto sono rimaste ferite. Poche ore dopo, un raid missilistico ha colpito Zaporizhzhia, causando altri tre morti e venti feriti. Secondo Zelensky, si è trattato di attacchi “assolutamente dimostrativi e cinici”, volti a umiliare gli sforzi diplomatici in corso.  “È per fermare queste uccisioni che cerchiamo assistenza internazionale. È per questo che servono garanzie di sicurezza affidabili”, ha aggiunto il presidente ucraino, ribadendo il rifiuto di qualsiasi compromesso territoriale con Mosca.  Di tutt’altro tenore le parole di Donald Trump, che in un post pubblicato su Truth Social ha affermato che Zelensky “può porre fine alla guerra quasi immediatamente” se Kiev rinuncerà a due punti centrali: la riconquista della Crimea, annessa dalla Russia nel 2014, e l’ingresso dell’Ucraina nella NATO. Una posizione che, se da un lato conferma la volontà dell’amministrazione americana di accelerare i negoziati di pace, dall’altro apre scenari di forte tensione con Kiev e con i partner europei.  Il vertice alla Casa Bianca, che vede la partecipazione di Trump, Zelensky e i leader di diversi Paesi europei – tra cui Giorgia Meloni per l’Italia – ha come obiettivo la definizione di un percorso per una pace duratura. Sul tavolo ci sono le possibili garanzie di sicurezza per Kiev, ipotizzate in forme simili a quelle dell’Alleanza Atlantica, ma senza un ingresso formale nella NATO.  Mentre a Washington si cercano formule diplomatiche, sul campo la guerra continua a mietere vittime. Zelensky ha ribadito la sua linea: “Nessuna ricompensa per l’aggressore, nessuna rinuncia al nostro territorio. La pace deve essere giusta e duratura”.

dalla redazione