
Un impegno politico da portare avanti fino al termine della legislatura, ma senza scorciatoie. È questo il messaggio lanciato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine del convegno dedicato agli irpini eletti ottant’anni fa nell’Assemblea Costituente, svoltosi ad Avellino. Al centro dell’intervento del titolare del Viminale il tema delle cosiddette “liste farlocche”, fenomeno che negli ultimi anni ha alimentato polemiche soprattutto nei piccoli comuni dove non è prevista la raccolta delle firme per la presentazione delle candidature. Secondo Piantedosi, l’obiettivo del Governo resta quello di introdurre norme più stringenti per contrastare l’utilizzo delle candidature finalizzate esclusivamente a ottenere il permesso straordinario retribuito di un mese previsto per i candidati alle elezioni amministrative. “Inserire queste norme nel corpo di provvedimenti oggetto di valutazione da parte del Parlamento richiede tempi e passaggi non semplici — ha spiegato il ministro — ma resta un obiettivo sul quale lavoreremo fino alla fine della legislatura”. Le dichiarazioni del ministro arrivano in un momento particolarmente delicato per la politica locale, a poche settimane dalle elezioni amministrative di Avellino, segnate dalla divisione del centrodestra. Una frattura che vede da una parte Forza Italia e Fratelli d’Italia sostenere Laura Nargi e dall’altra Lega e Udc appoggiare Gianluca Festa. Piantedosi ha evitato toni polemici, limitandosi a osservare che, non essendo stato possibile raggiungere l’unità della coalizione, “come al solito, in democrazia, la parola spetta ai cittadini”. Più prudente ancora la risposta sul possibile ricompattamento del centrodestra in vista di un eventuale ballottaggio, ipotesi avanzata dal coordinatore regionale della Lega Gianpiero Zinzi. “Se l’ha detto lui, che partecipa più direttamente alle vicende politiche e partitiche della Campania, vuol dire che sarà così”, ha commentato il ministro, senza entrare ulteriormente nel merito delle dinamiche interne alla coalizione. Non è mancata, infine, una battuta sulle elezioni amministrative del capoluogo irpino. Alla domanda su quale candidato sceglierebbe tra i tre in corsa, Piantedosi ha risposto con ironia: “Voterei per quello che risulterà vincitore”. Una frase pronunciata con leggerezza, ma accompagnata da una rassicurazione istituzionale precisa: il futuro sindaco di Avellino, chiunque sarà eletto, “potrà contare sulla piena collaborazione del Governo e del ministro dell’Interno”.
di Marco Iandolo


