Dopo circa diciotto mesi di detenzione, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno ha lasciato nella giornata di ieri il carcere di Rebibbia, tornando in libertà tra l’accoglienza di sostenitori e nuove polemiche sul sistema penitenziario italiano. All’uscita dalla struttura, l’ex primo cittadino ha rivendicato con forza la propria innocenza, definendo la detenzione appena conclusa un’ingiustizia: “Esco da questo carcere da innocente, ho fatto un anno e mezzo da innocente e non dovevo stare qua”, ha dichiarato davanti ai cronisti presenti. Nel suo intervento, Alemanno ha poi spostato il focus sulle condizioni delle carceri italiane, descrivendo la realtà di Rebibbia come “terribile” e “una vergogna per la Repubblica”. Secondo l’ex sindaco, il sistema penitenziario non garantirebbe adeguate possibilità di reinserimento sociale ai detenuti, compromettendo la funzione rieducativa prevista dalla Costituzione. “Ho rivisto e ho conosciuto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica”, ha aggiunto, criticando apertamente le condizioni strutturali e organizzative degli istituti di pena. All’esterno del carcere, l’ex sindaco è stato accolto da un gruppo di sostenitori che hanno scandito cori di incoraggiamento, tra cui lo slogan “Uno di noi, Gianni uno di noi”. Una scena che ha immediatamente attirato l’attenzione mediatica e riacceso il dibattito politico attorno alla sua figura. La scarcerazione di Alemanno arriva in un contesto ancora delicato, con il suo caso giudiziario che continua a generare discussione nell’opinione pubblica e negli ambienti politici, tra chi ne sostiene la piena innocenza e chi invece invita alla cautela in attesa dei successivi sviluppi processuali. Secondo quanto trapelato, nelle prossime ore Alemanno incontrerà a Roma il generale Roberto Vannacci, rientrato appositamente da Bruxelles. Un appuntamento che alimenta ulteriori interpretazioni politiche, in un momento in cui il dibattito pubblico si concentra sempre più su giustizia, carceri e responsabilità istituzionali.
di Fausto Sacco

