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Vino, castelli e tre DOCG: l’Irpinia rilancia la sfida del turismo enogastronomico

In ATTUALITA', AVELLINO, CAMPANIA
Agosto 27, 2026
Il sindaco di Montefredane Ciro Aquino propone un “Vinitaly del Sud” per valorizzare Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi e trasformare il patrimonio vitivinicolo e culturale in una strategia stabile di sviluppo delle aree interne.

Vino, borghi, castelli e paesaggi rurali. È su questo patrimonio che l’Irpinia può costruire una nuova strategia di promozione turistica ed economica. A rilanciare la proposta è Ciro Aquino, sindaco di Montefredane, intervenuto questa mattina nella sede della Provincia di Avellino in occasione della presentazione dei primi tecnici esperti nella progettazione di itinerari enoturistici sostenibili.  L’idea è ambiziosa: portare in Irpinia un grande “Vinitaly del Sud”, una manifestazione capace di mettere al centro le eccellenze vitivinicole del Mezzogiorno e, allo stesso tempo, di accendere i riflettori sulle aree interne.  “Castelli, borghi e vini DOCG rappresentano un binomio straordinario sul quale costruire una nuova strategia di sviluppo e promozione dell’Irpinia”, sottolinea Aquino, evidenziando le potenzialità di un territorio che può contare su un patrimonio enologico di assoluto rilievo.  L’Irpinia, infatti, concentra tre importanti denominazioni DOCG della Campania: Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi. Un patrimonio che, secondo il sindaco di Montefredane, non può essere promosso separatamente dal resto dell’identità territoriale. Alle produzioni vitivinicole si affiancano infatti centri storici, castelli, paesaggi agricoli e produzioni agroalimentari di qualità.  La sfida, dunque, è mettere in rete queste risorse e trasformarle in un’offerta turistica organizzata, riconoscibile e competitiva. Non soltanto degustazioni, ma un vero percorso capace di accompagnare il visitatore alla scoperta dei luoghi di produzione, della storia e della cultura dell’Irpinia.

Una manifestazione diffusa nei territori

Il modello immaginato da Aquino guarda a un appuntamento di respiro nazionale, in grado di coinvolgere l’intera filiera. Produttori, consorzi di tutela, istituzioni, ristoratori, operatori turistici e buyer italiani e internazionali potrebbero essere chiamati a partecipare a una manifestazione articolata in più luoghi.  L’obiettivo è quello di creare un evento diffuso, con degustazioni, incontri professionali, visite nelle cantine e iniziative ospitate nei castelli e nei centri storici irpini. Una formula che consentirebbe di superare la logica della semplice esposizione fieristica, portando direttamente nei territori il pubblico e gli operatori del settore.  “Una manifestazione nazionale dedicata al vino del Sud – spiega Aquino – potrebbe coinvolgere produttori, consorzi di tutela, istituzioni, operatori turistici, ristoratori e buyer italiani e internazionali”. Una prospettiva che lega strettamente vino e turismo, puntando sull’esperienza del territorio come elemento distintivo. L’enoturismo potrebbe così diventare uno degli strumenti attraverso cui raccontare l’Irpinia oltre i suoi confini e intercettare nuovi flussi turistici.

Il vino come risposta allo spopolamento

Dietro la proposta di un Vinitaly del Sud c’è però anche una questione più ampia: il futuro delle aree interne. Per Aquino il vino non rappresenta soltanto una risorsa economica, ma può diventare uno strumento per creare nuove opportunità professionali e contrastare lo spopolamento.  “Il vino può diventare uno dei principali strumenti per contrastare lo spopolamento, creare occupazione e offrire nuove opportunità ai giovani”, afferma il sindaco.  La proposta ora è quella di aprire un confronto con Regione Campania, Governo e istituzioni competenti, per verificare la possibilità di trasformare l’idea in un progetto concreto e strutturato. Il punto, secondo Aquino, è superare la logica degli eventi occasionali. “Le aree interne non hanno bisogno di iniziative occasionali, ma di una strategia stabile che unisca agricoltura, cultura, turismo e sviluppo economico”, conclude. Una sfida che parte dal vino, ma che guarda molto più lontano: fare dell’Irpinia non soltanto una terra di grandi denominazioni, ma una destinazione enoturistica riconoscibile, capace di valorizzare insieme le sue eccellenze produttive, la sua storia e i suoi territori.

di Mat. Lib.