
Vino, borghi, castelli e paesaggi rurali. È su questo patrimonio che l’Irpinia può costruire una nuova strategia di promozione turistica ed economica. A rilanciare la proposta è Ciro Aquino, sindaco di Montefredane, intervenuto questa mattina nella sede della Provincia di Avellino in occasione della presentazione dei primi tecnici esperti nella progettazione di itinerari enoturistici sostenibili. L’idea è ambiziosa: portare in Irpinia un grande “Vinitaly del Sud”, una manifestazione capace di mettere al centro le eccellenze vitivinicole del Mezzogiorno e, allo stesso tempo, di accendere i riflettori sulle aree interne. “Castelli, borghi e vini DOCG rappresentano un binomio straordinario sul quale costruire una nuova strategia di sviluppo e promozione dell’Irpinia”, sottolinea Aquino, evidenziando le potenzialità di un territorio che può contare su un patrimonio enologico di assoluto rilievo. L’Irpinia, infatti, concentra tre importanti denominazioni DOCG della Campania: Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi. Un patrimonio che, secondo il sindaco di Montefredane, non può essere promosso separatamente dal resto dell’identità territoriale. Alle produzioni vitivinicole si affiancano infatti centri storici, castelli, paesaggi agricoli e produzioni agroalimentari di qualità. La sfida, dunque, è mettere in rete queste risorse e trasformarle in un’offerta turistica organizzata, riconoscibile e competitiva. Non soltanto degustazioni, ma un vero percorso capace di accompagnare il visitatore alla scoperta dei luoghi di produzione, della storia e della cultura dell’Irpinia.
Una manifestazione diffusa nei territori
Il modello immaginato da Aquino guarda a un appuntamento di respiro nazionale, in grado di coinvolgere l’intera filiera. Produttori, consorzi di tutela, istituzioni, ristoratori, operatori turistici e buyer italiani e internazionali potrebbero essere chiamati a partecipare a una manifestazione articolata in più luoghi. L’obiettivo è quello di creare un evento diffuso, con degustazioni, incontri professionali, visite nelle cantine e iniziative ospitate nei castelli e nei centri storici irpini. Una formula che consentirebbe di superare la logica della semplice esposizione fieristica, portando direttamente nei territori il pubblico e gli operatori del settore. “Una manifestazione nazionale dedicata al vino del Sud – spiega Aquino – potrebbe coinvolgere produttori, consorzi di tutela, istituzioni, operatori turistici, ristoratori e buyer italiani e internazionali”. Una prospettiva che lega strettamente vino e turismo, puntando sull’esperienza del territorio come elemento distintivo. L’enoturismo potrebbe così diventare uno degli strumenti attraverso cui raccontare l’Irpinia oltre i suoi confini e intercettare nuovi flussi turistici.
Il vino come risposta allo spopolamento
Dietro la proposta di un Vinitaly del Sud c’è però anche una questione più ampia: il futuro delle aree interne. Per Aquino il vino non rappresenta soltanto una risorsa economica, ma può diventare uno strumento per creare nuove opportunità professionali e contrastare lo spopolamento. “Il vino può diventare uno dei principali strumenti per contrastare lo spopolamento, creare occupazione e offrire nuove opportunità ai giovani”, afferma il sindaco. La proposta ora è quella di aprire un confronto con Regione Campania, Governo e istituzioni competenti, per verificare la possibilità di trasformare l’idea in un progetto concreto e strutturato. Il punto, secondo Aquino, è superare la logica degli eventi occasionali. “Le aree interne non hanno bisogno di iniziative occasionali, ma di una strategia stabile che unisca agricoltura, cultura, turismo e sviluppo economico”, conclude. Una sfida che parte dal vino, ma che guarda molto più lontano: fare dell’Irpinia non soltanto una terra di grandi denominazioni, ma una destinazione enoturistica riconoscibile, capace di valorizzare insieme le sue eccellenze produttive, la sua storia e i suoi territori.
di Mat. Lib.



