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Napoli, primo maggio, la protesta del lavoro: “In Campania sicurezza ancora emergenza”

In ATTUALITA', CAMPANIA, NAPOLI
Maggio 01, 2026
Sindacati e istituzioni in piazza Municipio: allarme per morti sul lavoro, salari bassi e precarietà. “Serve un patto per dignità, sicurezza e futuro”.

Non una festa, ma un atto d’accusa. Il Primo Maggio 2026 a Napoli si è trasformato in una grande manifestazione di protesta e riflessione sullo stato del lavoro in Campania e in Italia. In una Piazza Municipio gremita, sindacati e istituzioni hanno acceso i riflettori su un sistema che, secondo i dati emersi durante il presidio, continua a mostrare gravi criticità soprattutto sul fronte della sicurezza.  Al centro della mobilitazione, promossa da Cgil, Cisl e Uil, c’è un dato che preoccupa: in Campania l’incidenza dei morti sul lavoro risulta superiore del 25% rispetto alla media nazionale. Un indicatore che i rappresentanti sindacali definiscono allarmante e che spinge a chiedere interventi immediati e strutturali.  “Servono provvedimenti concreti per prevenire quanto sta accadendo, oltre a un rafforzamento dei controlli”, ha dichiarato Giovanni Sgambati (Uil), rilanciando anche la proposta di introdurre il reato di omicidio colposo sul lavoro e l’istituzione di una procura specializzata per accelerare i procedimenti legati agli infortuni mortali.  Accanto alle sigle sindacali, anche le istituzioni locali hanno ribadito la necessità di un cambio di passo. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha sottolineato come il lavoro debba tornare a essere sinonimo di dignità e sicurezza, in un contesto nazionale segnato da criticità economiche e sociali. “Negli ultimi cinque anni l’Italia è il Paese europeo dove i salari sono cresciuti meno e dove il potere d’acquisto si è ridotto”, ha ricordato Manfredi, evidenziando il legame tra precarietà, formazione insufficiente e incidenti sul lavoro. Il primo cittadino ha poi richiamato l’urgenza di un “patto forte” tra istituzioni e parti sociali, basato su sicurezza, salari adeguati e stabilità occupazionale.  La manifestazione ha così messo in evidenza una doppia emergenza: da un lato quella della sicurezza, con il drammatico bilancio degli incidenti sul lavoro; dall’altro quella economica e sociale, legata alla precarietà e alla stagnazione dei salari. Un quadro che, nelle parole dei protagonisti della giornata, richiede risposte immediate e strutturali per restituire al lavoro il suo valore originario: non solo fonte di reddito, ma garanzia di dignità e futuro.

di Fausto Sacco