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Acqua, l’appello dei Sindaci di Irpinia e Sannio: “Basta disservizi, la Regione intervenga”.

In AVELLINO, BENEVENTO, CAMPANIA, POLITICA
Settembre 27, 2025
Tutti hanno ribadito la necessità di una presa di posizione forte contro una situazione ormai divenuta insostenibile.

Un fronte compatto di Sindaci dell’Irpinia e del Sannio si è riunito a Pietradefusi, in provincia di Avellino, per affrontare la drammatica crisi che da anni colpisce la gestione idrica affidata ad Alto Calore Servizi (ACS).  Alla riunione hanno preso parte i primi cittadini di numerosi Comuni delle due province, con l’adesione, seppur non fisicamente presenti, di altri amministratori locali. Tutti hanno ribadito la necessità di una presa di posizione forte contro una situazione ormai divenuta insostenibile.  La società che gestisce l’acqua in gran parte dell’Irpinia e del Sannio si trova in una condizione di grave indebitamento, con conseguenze dirette sulla continuità del servizio.  Le comunità locali lamentano interruzioni frequenti e prolungate della fornitura, che colpiscono famiglie, attività economiche e servizi pubblici.  Nonostante i fondi stanziati negli ultimi anni, gli investimenti non si sono tradotti in azioni concrete: le perdite di rete restano infatti tra le più alte d’Italia.  I primi cittadini hanno deciso di organizzare una manifestazione pubblica a Napoli, sotto Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, per chiedere un intervento immediato a sostegno della gestione ordinaria.   Tre i punti centrali della piattaforma condivisa:

  • attuazione degli investimenti già finanziati, con tempi certi e verificabili;
  • una svolta nella governance di ACS, con la nomina di un Amministratore Unico scelto collegialmente dai Sindaci, fuori dalle logiche di partito;
  • un impegno concreto verso la creazione di un Gestore Unico Regionale del Servizio Idrico Integrato, capace di garantire stabilità e prospettiva all’intero sistema idrico campano.

Il documento finale approvato dai Sindaci punta a un piano industriale di lungo periodo, che preveda non solo la manutenzione delle reti, ma anche l’autoproduzione di energia, sistemi tecnologici di monitoraggio, contrasto ai furti d’acqua e una vera razionalizzazione dei costi.   Tra le richieste figura anche la rideterminazione delle forniture idriche verso altre regioni e province, con ristori economici reali da destinare alla riduzione del debito accumulato da ACS.   “L’acqua è un bene comune e un diritto primario – sottolineano i Sindaci –. Non può essere ostaggio di logiche politiche o di inerzie gestionali. È tempo che la Regione si assuma fino in fondo le proprie responsabilità”.   L’appello, forte e unitario, mira a riportare al centro il diritto dei cittadini a un servizio essenziale, segnando una svolta nelle politiche idriche della Campania.

di Marco Iandolo