
È stato inaugurato oggi ad Avellino il primo Hypersoc italiano, un centro avanzato di monitoraggio e difesa informatica che punta a ridefinire gli standard della cybersicurezza in Europa. L’iniziativa porta la firma di M.A.C., realtà irpina che ha scelto di scommettere su indipendenza tecnologica e innovazione per garantire protezione digitale a imprese e cittadini.
Un centro “made in Italy” contro la dipendenza dall’estero
Il nuovo Hypersoc nasce con un obiettivo ambizioso: ridurre la dipendenza dell’Europa da software e hardware extraeuropei. “Se un domani ci staccano la spina, rischiamo di restare indifesi – spiega Gianluca Rotondi, presidente del gruppo –. Per questo abbiamo scelto di realizzare un Hypersoc totalmente italiano, unico e non replicabile”.
Janus, il cuore del sistema
A guidare l’infrastruttura c’è Janus, una piattaforma sviluppata internamente, conforme alle linee guida europee e al bando STEP Campania. Non un semplice SOC (Security Operation Center), ma un vero e proprio “ipervelivolo” della cybersicurezza, capace di integrare tecnologie proprietarie e intelligenza artificiale. “La sicurezza vera nasce dall’unicità – sottolinea Rotondi –. Un software usato da milioni di persone nel mondo, prima o poi, viene bucato. Noi abbiamo creato un sistema originale, non copiabile”.
Protezione per aziende e cittadini
Il nuovo centro non si rivolge soltanto a banche, multinazionali e grandi enti. L’obiettivo dichiarato è più ampio: difendere professionisti, cittadini e perfino adolescenti, sempre più esposti a intrusioni invisibili e alla raccolta non autorizzata dei dati personali. “I cellulari ascoltano, profilano e rivendono le nostre abitudini senza che ce ne accorgiamo – ricorda Rotondi –. Con l’Hypersoc piazziamo grandi filtri per proteggere ognuno di noi. È il passaggio dalla macro-protezione delle aziende alla protezione polverizzata”.
Una struttura radicata ad Avellino
Il progetto si sviluppa in un nuovo complesso da 6.500 metri quadri, a pochi passi dalla sede storica di M.A.C., destinato a diventare la base operativa del centro. “La tecnologia è già in funzione – annuncia il presidente –. Oggi lanciamo i servizi, e nel giro di sei-sette mesi avremo anche la sede operativa pronta”.
Una rivoluzione dal Sud per l’Europa
L’Hypersoc rappresenta una risposta concreta a una delle sfide cruciali del nostro tempo: la difesa dei dati come bene comune. “La guerra digitale non colpisce più solo le infrastrutture, ma anche la mente umana e la privacy quotidiana – conclude Rotondi –. Con questo progetto vogliamo giocare d’anticipo: una rivoluzione che parte dal Sud Italia e guarda all’Europa, con l’ambizione di garantire a tutti una navigazione sicura”.
di Mat. Lib.

