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Addio a Giorgio Vecchiato: una Vita Dedicata al Giornalismo

In POLITICA
Luglio 18, 2024

Con la scomparsa di Giorgio Vecchiato, il giornalismo italiano perde una delle sue colonne. Veneziano di nascita, Vecchiato è deceduto a Roma, lasciando dietro di sé una traccia indelebile nei settori della cronaca, del commento politico e della critica mediatica.

Iniziando la sua carriera come giovane cronista al “Il Popolo” di Milano, e poi di Roma, Vecchiato ha attraversato numerosi giornali influenti, ricoprendo il ruolo di capo della redazione romana del “Il Giornale del Mattino” e successivamente la direzione de “La Gazzetta del Popolo” di Torino. È stato altresì notista e vice-direttore a “Il Giorno”, consolidando la sua reputazione come analista acuto e penetrante.

Vecchiato non si è limitato al panorama nazionale. La sua carriera giornalistica comprende preziosi anni come corrispondente in Germania e Francia, contribuendo con sfumature internazionali ai suoi resoconti e analisi. Nel 1963, il suo impegno e la profondità dei suoi commenti sulla politica estera gli sono valsi il prestigioso Premio Marzotto, confermando il suo calibro nel giornalismo di politica internazionale.

La critica televisiva è stata un’altra arena in cui Vecchiato ha lasciato il segno. Il suo stile diretto e la sua perspicacia lo hanno contraddistinto come uno degli osservatori più rispettati del panorama mediatico italiano.

Ma Vecchiato non era solo un giornalista e commentatore. Era anche un narratore della storia e della memoria collettiva. Nel 2005 pubblicò “Con romana volontà. Quando eravamo una maschia gioventù” (Marsilio), un’opera in cui esprimeva il disappunto per il modo in cui il fascismo veniva trattato dai più giovani e dagli studiosi, spesso distante dalle testimonianze dirette e incline a una narrazione stereotipata e superficiale. Questa pubblicazione è stata descritta non solo come un libro di memorie ma come un divertissement della memoria, un modo per raccontare la storia attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta.

Nel 2016, con “C’era una volta il giornalismo – Memorie di settant’anni” pubblicato da Ets, Vecchiato ha raccontato il cambiamento nel panorama giornalistico, testimoniato direttamente nei suoi settant’anni di carriera, fornendo un quadro lucido e nostalgico dell’evoluzione della professione.

Il contributo di Vecchiato al giornalismo va visto non solo attraverso le sue parole pubblicate o trasmesse ma anche nel modo in cui ha influenzato generazioni di giornalisti e analisti. Il suo legato rimarrà come punto di riferimento per chiunque aspiri a comprendere non solo la storia del giornalismo in Italia ma anche l’essenza critica e investigativa che ogni giornalista dovrebbe aspirare a raggiungere.