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Addio a Publio Fiori, Veterano della Politica Italiana e Cofondatore di AN

In POLITICA
Luglio 17, 2024

La scena politica italiana ha perso un suo pilastro. Publio Fiori, figura storica del panorama politico nazionale e cofondatore di Alleanza Nazionale, ci ha lasciati ieri. Ex vicepresidente della Camera dei Deputati, Fiori è stato un uomo che ha attraversato decenni di storia italiana, lasciando un’impronta indelebile nelle istituzioni e nei cuori di coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo.

La notizia della sua scomparsa è stata annunciata in Aula a Montecitorio dal vicepresidente Fabio Rampelli, che ha espresso, a nome dell’intero organo legislativo, il più profondo cordoglio. Le esequie politiche e personali si sono susseguite, con parlamentari di varie generazioni e appartenenze che hanno reso omaggio alla sua memoria, sottolineando il profondo rispetto e l’admiraizone che Fiori ha sempre saputo suscitare durante la sua lunga carriera.

Alfredo Antoniozzi, deputato di Fratelli d’Italia, lo ha ricordato con particolare affetto, definendolo un “secondo padre politico”. Antoniozzi ha rievocato gli insegnamenti ricevuti da Fiori, e la forza d’animo dimostrata sopravvivendo a un brutale attentato delle Brigate Rosse negli anni Settanta. È l’immagine di un uomo che non si è mai piegato di fronte alle avversità, lottando sempre per un ideale di moralizzazione e rinnovamento politico. Queste virtù, sottolineate da Antoniozzi, non sempre erano viste di buon occhio all’interno della Democrazia Cristiana, segno della complessità e spesso della solitudine dei pionieri del cambiamento.

Lasciare la DC per fondare Alleanza Nazionale con Gianfranco Fini fu una delle scelte più audaci e significative di Fiori, una mossa che delineò il percorso del partito negli anni a venire. Francesco Battistoni, parlamentare di Forza Italia, descrisse Fiori come un “vero politico del territorio”, evidenziando il suo impegno ininterrotto verso la gente e la capacità di essere mentore per intere generazioni.

Dal canto suo, Claudio Mancini, esponente del Partito Democratico, ha sottolineato la coerenza politica di Fiori, ricordandolo come esempio di dedizione al servizio delle istituzioni e promotore di un dialogo costruttivo, anche con chi dissentiva dalle sue opinioni. Questo aspetto è stato ulteriormente enfatizzato da Ettore Rosato, che ha lodato l’impegno di Fiori nel mantenere un’esemplare coerenza e integrità di valori lungo tutti gli anni della sua carriera politica.

Simonetta Matone ha messo in luce un’altra dimensione di Fiori, quella del democristiano che, nonostante le sfide e le incomprensioni, non ha mai deviato dal suo ideale di centralità e equilibrio, pagando spesso un prezzo alto all’interno del suo partito per la sua fermezza su queste questioni.

La morte di Publio Fiori segna la fine di un’era ma anche l’inizio di un periodo di riflessione sul suo eredità e sugli insegnamenti che continua a offrire. In lui si riflette la storia di un’ Italia politica che ha attraversato decenni di trasformazioni, conflitti e rinnovamenti, un cronista silenzioso ma efficace dei cambiamenti della sua terra. Fiori lascia un vuoto incolmabile, ma anche un ricchissimo retaggio di valori, ideali e battaglie che continueranno a vivere e a ispirare.