Doveva essere il tavolo della svolta, si è rivelato l’ennesimo incontro a vuoto. La riunione tenutasi questa mattina presso la Prefettura di Avellino sul tema del budget da assegnare all’AIAS si è conclusa senza alcuna decisione concreta, lasciando ancora una volta nel limbo centinaia di pazienti, famiglie e lavoratori. Al tavolo, presieduto dal Capo di Gabinetto della Prefettura, dott.ssa Elisabetta De Felice, erano presenti il rappresentante UGL Giovanni Costa, per l’ASL di Avellino il dott. Luigi Califano, e per AIAS il Commissario Straordinario dott. Antonio Maurizio Arci, affiancato dalla Direzione Sanitaria dott.ssa Palladino e dalla Coordinatrice dott.ssa De Micco. L’incontro era stato fortemente sollecitato dall’UGL per il grave stato di tensione che da oltre un anno investe il Centro di riabilitazione AIAS di via Morelli e Silvati. Una struttura che da più di cinquant’anni rappresenta un presidio essenziale per la riabilitazione in provincia di Avellino e che oggi assiste oltre 300 pazienti, in larga parte bambini con disabilità gravi e complesse.
Sentenze ignorate e fondi mai liquidati
Alla base della crisi c’è una situazione ormai paradossale: nonostante le ripetute pronunce favorevoli della giustizia amministrativa, l’ASL Avellino continua a non dare esecuzione alle decisioni dei giudici. In particolare, lo scorso 28 gennaio 2026 il TAR ha accolto l’istanza di misure cautelari monocratiche, sospendendo l’efficacia dell’intimazione a sottoscrivere un contratto dimezzato, pena la revoca dell’accreditamento, fino alla decisione collegiale fissata per il 24 febbraio. Nel frattempo, però, la situazione economica dell’AIAS continua a precipitare. La struttura vanta crediti superiori a 1,4 milioni di euro, certificati e convalidati dai Tribunali, che non vengono liquidati dall’ASL. Una condizione che mette seriamente a rischio il pagamento degli stipendi, la sostenibilità dei costi ordinari e la continuità dei servizi. Il pericolo è concreto: l’interruzione delle attività riabilitative per centinaia di pazienti fragili, molti dei quali non hanno alcuna alternativa sul territorio.
L’assenza dei vertici ASL e la proposta ignorata
A destare ulteriore sconcerto è stata l’assenza dei vertici aziendali dell’ASL Avellino. Al tavolo istituzionale, infatti, non era presente alcun dirigente con potere decisionale, ma soltanto un funzionario amministrativo. Una scelta che, secondo i presenti, testimonia una grave mancanza di rispetto non solo verso AIAS e i lavoratori, ma anche verso la stessa Prefettura. L’unica proposta concreta emersa dall’incontro è stata quella del Commissario Straordinario Antonio Maurizio Arci, che ha suggerito, in attesa della decisione del TAR, l’immediata liquidazione della quota spettante per l’anno 2024. Una soluzione che consentirebbe all’ASL, accettando i termini di una transazione già proposta, anche un risparmio economico significativo. Ma anche di fronte a questa ipotesi di mediazione, nessuna decisione è stata assunta. “Il tempo è scaduto” Ancora una volta, quindi, sarà il Commissario Straordinario a farsi carico, in solitudine, di garantire l’occupazione dei dipendenti e l’erogazione dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, assicurando la continuità delle cure. “Non si può continuare a ignorare la magistratura, non si può continuare a giocare con la pelle di oltre 300 pazienti, in gran parte bambini”, è il messaggio che trapela con forza dal fronte AIAS. “Non si può permettere che una struttura accreditata con la massima qualificazione regionale venga condotta al fallimento per inerzia amministrativa”. Il tempo, ormai, sembra davvero scaduto. Senza un intervento immediato e risolutivo, il rischio non è più solo economico o gestionale: è sociale, sanitario e umano. E riguarda i soggetti più fragili dell’intera comunità irpina.
di Marco Iandolo

