389 views 3 mins 0 comments

“Albania” al centro delle narrazioni mediatiche italiane sul fenomeno migratorio nel 2024

In POLITICA
Dicembre 18, 2024

L’approccio mediatico italiano alle migrazioni si trasforma, mostrando un calo significativo nella copertura giornalistica e nei servizi televisivi, nonostante la persistente rilevanza del fenomeno a livello sociale e politico. Il XII Rapporto della Carta di Roma, denominato “Notizie di contrasto”, ha evidenziato una tendenza preoccupante nella narrazione dei movimenti migratori, scegliendo “Albania” come parola simbolo del 2024 e puntando i riflettori sull’accordo migratorio con Tirana.

La presentazione dello studio, a cura di Giuseppe Milazzo dell’Osservatorio di Pavia, ha avuto luogo presso la sede della Stampa Estera a Roma, in concomitanza con la Giornata internazionale delle persone migranti. Questo momento ha offerto un’occasione per riflettere sugli sviluppi e sulle dinamiche che caratterizzano il trattamento giornalistico delle migrazioni in Italia.

La riduzione della visibilità dei migranti nei media è stata quantificata in modo drastico: -42% di copertura nelle prime pagine dei quotidiani rispetto all’anno precedente. Il totale delle pubblicazioni legate alle migrazioni ha raggiunto un tetto di 4511 articoli, registrando una contrazione del 34% sul 2023. Avvenire si conferma il giornale più attento alla tematica, nonostante un decremento del 17% delle pubblicazioni rispetto all’anno precedente. Analogamente, i telegiornali di prima serata hanno manifestato una diminuzione del 41% nel numero di servizi dedicati al tema migratorio.

Un elemento significativo emerso dal rapporto è la debole correlazione tra il numero di arrivi via mare e l’intensità della copertura mediatica, suggerendo che la reportistica risponde più a logiche redazionali interne o a pressioni esterne, piuttosto che agli effettivi flussi migratori. L’attenzione si è accentuata solamente in alcuni momenti dell’anno, in particolare con la tragica scomparsa del bracciante indiano Satnam Singh e durante l’introduzione del decreto flussi.

Il discorso mediatico si è inoltre concentrato prevalentemente sulla “normatività” del fenomeno, discutendo ampiamente la legittimità dei decreti e delle politiche adottate, con una marcata riduzione nell’uso di linguaggio stigmatizzante come “clandestino” o termini discriminatori come “extracomunitario” o “nomade”.

A livello di contenuto, i servizi giornalistici hanno continuato a inquadrare le migrazioni come una “crisi permanente”, utilizzando un linguaggio allarmistico che contribuisce a perturbare la percezione pubblica. Le categorie di discussione si sono spostate leggermente, con una minor enfasi sui “flussi migratori” e un maggiore interesse verso le implicazioni economiche, sociali e culturali.

L’accento posto sulla politica è evidenziato dalla presenza di dichiarazioni di esponenti politico-istituzionali nel 26% delle notizie televisive relative alle migrazioni, anche se la voce diretta dei migranti stessi è rimasta largamente marginale, rappresentando solo il 7% dei servizi.

In conclusione, il rapporto 2024 della Carta di Roma, pur evidenziando un progresso in termini di riduzione dell’uso di terminologie denigratorie, illustra una scena mediatica che, complessivamente, tende ancora a rappresentare le migrazioni con una certa gravità e discontinuità, suggerendo la necessità di un approfondimento e di un rinnovato impegno nell’etica giornalistica.