La recente indagine pubblicata dall’Istat getta luce sull’andamento dei metodi preferiti dagli italiani nella ricerca di un impiego nel 2023. Secondo i dati emersi, una schiacciante maggioranza del 76,6% dei cercatori di lavoro fa affidamento su parenti e amici per trovare opportunità lavorative, testimoniando un aumento dell’1,2% rispetto al passato. Questa tendenza sottolinea l’importanza delle reti sociali e dei contatti personali in un mercato del lavoro sempre più complesso e competitivo.
Nel dettaglio, è notevole l’incremento dell’uso dei Centri pubblici per l’impiego che hanno visto crescere la loro quota al 25,8%, evidenziando una maggiore fiducia nei servizi forniti dalle strutture statali. Nonostante ciò, le strategie di ricerca lavoro più formali mostrano una relativa stabilità senza variazioni significative: l’invio di domande e curriculum vitae si mantiene al 64,9%, mentre la consultazione di offerte di lavoro mostra un leggero aumento, attestandosi al 47,6%.
Il rapporto svela anche una buona notizia relativamente al mercato del lavoro in Italia: il numero di inattivi, quell’insieme di persone che non lavorano né cercano attivamente un impiego, è diminuito per il terzo anno consecutivo, raggiungendo una cifra di circa 12 milioni di individui. Tale diminuzione si estende tra gli scoraggiati, coloro che hanno cessato la ricerca a causa di precedenti insuccessi, e tra chi non cerca lavoro per motivi familiari.
Una nota positiva emerge, in particolare, dal fronte femminile: il tasso di occupazione delle donne mostra un aumento leggermente superiore rispetto a quello degli uomini e una più marcata diminuzione nel tasso di disoccupazione. Tuttavia, permane un significativo divario di genere nel mercato del lavoro, con le donne che mostrano un tasso di occupazione e un tasso di inattività inferiori rispetto agli uomini.
Queste statistiche sono un punto di riflessione sull’evoluzione del mercato del lavoro in Italia e sull’importante ruolo che reti personali e supporto delle comunità ricoprono nella ricerca di un’occupazione. Indicano altresì che, nonostante la modernizzazione e la digitalizzazione dei canali di ricerca lavoro, le relazioni personali rimangono uno strumento ineludibile per molti italiani nel cammino verso l’occupazione.
