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Record di occupazione femminile nel 2023: le donne al lavoro raggiungono il 53,4%

In ECONOMIA
Marzo 13, 2024

Un recente report dell’Istat segna un traguardo storico per l’Italia: la percentuale di donne impiegate nel quarto trimestre del 2023 ha toccato il 53,4%, un incremento di 1,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Questo tasso, il più elevato mai registrato dall’inizio delle rilevazioni, rappresenta un segnale di progresso significativo nella parità di genere nel mercato del lavoro italiano.

Il balzo in avanti, sebbene sia motivo di celebrazione, nasconde al suo interno disuguaglianze regionali che persistono. La ripartizione territoriale mostra una netta disparità tra Nord e Sud: mentre nel Settentrione del Paese, l’occupazione femminile raggiunge un robusto 62,9%, il Centro segue con un rispettabile 59,4%. Il Mezzogiorno, tuttavia, resta indietro con una percentuale che si ferma al 37,2%, riflettendo una problematica di lunga data nella distribuzione delle opportunità di lavoro tra le diverse aree della nazione.

L’occupazione complessiva si situa al 62,1%, con una marcata distinzione tra uomini e donne: il tasso di occupazione maschile si eleva al 70,8%, contro il 53,4% di quello femminile, ostentando una discrepanza di genere ancora da colmare.

Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione nel Paese ha visto un calo generale, scendendo al 7,5% dal 7,9% dell’anno precedente. Analizzando i dati di genere, si riscontrano 6,7% di uomini in cerca di occupazione contro un 8,7% di donne, rilevando dunque che il divario in termini di disoccupazione rimane a sfavore del sesso femminile.

In particolare, la situazione della disoccupazione femminile varia notevolmente da regione a regione: al Nord il 5,5% delle donne è in cerca di lavoro, percentuale che sale al 7,5% per il Centro e tocca una quota allarmante del 16% nel Meridione. Questi numeri suggeriscono che, nonostante i notevoli progressi, vi sono ancora ostacoli significativi all’ingresso e alla permanenza delle donne nel mercato del lavoro, soprattutto in alcune aree geografiche.

Tale situazione impone una riflessione su come intervenire efficacemente per ridurre le disparità regionali e di genere nel mondo del lavoro. La sfida per l’Italia non è solo continuare la crescita dell’occupazione femminile ma anche garantire che tale crescita sia omogenea e inclusiva, estendendosi su tutto il territorio nazionale.

Alla luce dei dati Istat, il cammino verso la piena uguaglianza di genere nel lavoro rimane in salita, ma la direzione intrapresa sembra quella giusta. La speranza è che i miglioramenti non siano un episodio isolato ma parte di una tendenza in crescendo che porterà, nel prossimo futuro, a un mercato lavorativo equo e senza confini tra Nord e Sud, tra uomo e donna.