È partita in tempi record la bonifica della cosiddetta “galleria della morte”, il tunnel incompiuto che per anni è stato trasformato in una gigantesca discarica abusiva nel cuore dell’area nord di Napoli. Un luogo divenuto simbolo del degrado ambientale e degli interessi dell’ecomafia, dove tonnellate di rifiuti di ogni genere venivano sversate illegalmente nell’indifferenza generale. L’operazione è stata coordinata dalla cabina di regia del Commissario Unico per le Bonifiche, il generale Giuseppe Vadalà, giunto personalmente sul posto nei giorni scorsi insieme ai suoi uomini e agli specialisti impegnati nelle attività di intelligence ambientale contro gli eco-reati. Sul sito sono entrati in azione mezzi pesanti, impianti di trito-vagliatura per la selezione dei materiali e una ventina di operai impegnati nella rimozione dei rifiuti. Attivato anche un servizio di vigilanza dedicato per impedire nuovi sversamenti. L’enorme area esterna e l’interno della galleria erano ormai diventati una vera e propria bomba ecologica. Tra i cumuli di rifiuti sono stati rinvenuti materiali tessili, guaine bituminose, pneumatici, oli esausti, frigoriferi, lavatrici, plastiche, scarti edili, ricambi d’auto, legname e persino amianto. Materiali altamente pericolosi, con un elevato rischio di incendio ed esplosione, come certificato dall’Arpac durante un sopralluogo effettuato il 14 gennaio 2020. Attorno a quel tunnel incompiuto, negli anni, si sono moltiplicate anche voci inquietanti: si era persino ipotizzato che tra i rifiuti potessero essere stati occultati cadaveri riconducibili alla cosiddetta “lupara bianca”. Il sito era stato sequestrato il 15 ottobre 2019 nell’ambito di un’inchiesta per traffico illecito di rifiuti condotta dalla Polizia Locale di Arzano, allora guidata dal comandante Luigi Maiello e successivamente da Biagio Chiariello. Il provvedimento venne convalidato dalla Procura di Napoli. Il procedimento giudiziario è stato poi archiviato il 20 dicembre 2023, con contestuale restituzione dell’area alla Direzione Generale Risorse Strumentali della Regione Campania, ma con l’obbligo preciso di procedere alla bonifica del sito. Un risanamento che, fino ad oggi, non era mai stato eseguito. Determinante, nella scoperta della discarica e nelle successive segnalazioni alle autorità, il lavoro investigativo del cronista del quotidiano Roma, Giuseppe Bianco, autore di una lunga serie di inchieste giornalistiche culminate in dossier inviati direttamente al procuratore di Napoli Nicola Gratteri e al Commissario Unico per le Bonifiche. Un’attività portata avanti nonostante le minacce di morte ricevute nei mesi scorsi attraverso una lettera anonima. La “galleria degli orrori” avrebbe dovuto collegare Arzano a Piscinola. I lavori furono però interrotti il 23 gennaio 1996 dopo un drammatico crollo provocato da una fuga di gas che causò la morte di undici persone, tra cui cinque operai e una bambina di appena undici anni. Da allora quel tunnel è rimasto incompiuto, trasformandosi nel tempo in un simbolo di abbandono, degrado e illegalità. Ora la nuova inchiesta approdata in Procura dovrà fare luce sulle eventuali omissioni legate alla mancata bonifica del sito nonostante gli obblighi previsti dal decreto di dissequestro e dalle normative ambientali vigenti.
di Marco Iandolo

