“Il 2025 si chiude come un anno di passaggio, segnato da profonde incertezze globali e da cambiamenti che hanno toccato da vicino anche Avellino. Dalle tensioni internazionali ai temi climatici, fino ai grandi eventi che hanno attraversato la Chiesa e la politica nazionale, il mondo ha corso veloce, spesso senza una direzione chiara. In questo scenario complesso, Avellino ha vissuto mesi di turbolenza e trasformazione. Le vicende amministrative di Palazzo di Città, i cantieri che hanno ridisegnato strade e spazi urbani, le difficoltà legate alla crisi idrica e i momenti di apprensione, come il terremoto di ottobre, hanno messo alla prova la tenuta della comunità. Accanto a tutto questo, però, non sono mancati segnali di vitalità: il ritorno dell’orgoglio sportivo, le sagre estive, la forza delle tradizioni locali. Il bilancio resta però complesso. Se alcuni interventi attesi da anni hanno finalmente visto la luce, restano aperte questioni centrali: la cura del verde pubblico, una visione urbanistica coerente, la carenza di opportunità che continua a spingere i giovani lontano dall’Irpinia. È qui che il tempo dei bilanci lascia spazio a quello della responsabilità. Il 2026 si apre come un bivio decisivo. Le scelte su sviluppo, sostenibilità e utilizzo delle risorse non possono essere terreno di scontro sterile o delega a pochi. Serve trasparenza da parte di chi amministra, ma anche un risveglio civico diffuso. Senza coesione non c’è progresso, senza senso di appartenenza non c’è futuro. L’augurio, alla vigilia del nuovo anno, è che Avellino sappia finalmente passare dall’“io” al “noi”: riscoprirsi comunità, prendersi cura della città e costruire insieme le basi di un domani più giusto e condiviso” conclude la lettera aperta di Luca Pio Cucciniello alla comunità di Avellino.
dalla redazione

