524 views 2 mins 0 comments

Avellino Hinterland, nasce il progetto “Una sola città”: urbanistica, legalità e sviluppo al centro del dibattito.

In APPUNTAMENTI, AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Settembre 17, 2025
Il 22 settembre al Circolo della Stampa la prima assemblea pubblica promossa dal coordinamento territoriale. Santoro: “A Monteforte non si può guardare dall’altra parte”.

Avellino, Atripalda, Mercogliano e Monteforte Irpino: quattro comuni che, pur divisi da confini amministrativi, vivono quotidianamente intrecci di servizi, relazioni sociali ed economiche. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa “Una sola città – Armonia e sviluppo”, promossa dal coordinamento territoriale Avellino Hinterland, che terrà la sua prima assemblea pubblica giovedì 22 settembre al Circolo della Stampa di Avellino.  Tra i promotori c’è Amalio Santoro, consigliere comunale di Avellino e coordinatore del gruppo Si può, che sottolinea come il progetto non si limiti a questioni urbanistiche e di pianificazione. “È in gioco – osserva – il modo stesso di concepire la politica, che non può ridursi ad annunci e titoli, ma deve tornare a confrontarsi con idee e responsabilità”.   Il riferimento diretto va alla vicenda di Monteforte Irpino, dove il Consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche e la comunità si prepara a nuove elezioni. “Su questo fronte pesa un silenzio preoccupante – denuncia Santoro –. Diversi politici, in vista delle regionali, preferiscono intrattenere rapporti con ex amministratori pur di raccogliere qualche preferenza, normalizzando una situazione che invece dovrebbe imporre una netta discontinuità”.   Il coordinatore richiama un precedente storico: quello di Quindici, il Comune irpino più volte commissariato per infiltrazioni mafiose, che in passato seppe reagire con una straordinaria mobilitazione civile. “Allora – ricorda – la società e la politica riuscirono a “forzare” le candidature, portando in campo figure esterne, simbolo di riscatto. Una scelta difficile, ma necessaria per affermare che la legalità non può essere un optional”.   Per questo, Santoro propone di lanciare una raccolta firme pubblica, con banchetti in piazza, per chiedere con forza discontinuità e segnalare che certe pratiche non possono essere accettate come inevitabili. “Se non si sollevano questioni scomode – aggiunge – si rischia di trasformare la rassegnazione in regola”. L’assemblea del 22 settembre si presenta dunque come un laboratorio civico: un percorso aperto a cittadini, associazioni e amministratori per discutere di urbanistica, sviluppo e legalità, con l’obiettivo di costruire un futuro condiviso per l’area vasta. “Basta guardare dall’altra parte – conclude Santoro –: quanto accaduto a Monteforte non può essere derubricato a semplice distrazione”.

di Marco Iandolo