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Avellino, Isochimica, Rotondi rilancia alla Camera: “Serve una soluzione politica per gli ex operai”-VIDEO-

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Maggio 16, 2026
Il deputato di Fratelli d’Italia-Dc torna sul dramma dell’amianto di Pianodardine: “Le sentenze parlano di strage di Stato. Non si può più rinviare il ristoro alle famiglie”.

La tragedia dell’Isochimica di Pianodardine continua a pesare sulla coscienza civile e politica dell’Irpinia. A riportare il caso al centro del dibattito nazionale è stato l’intervento alla Camera dell’onorevole Gianfranco Rotondi, che nelle ultime ore ha nuovamente acceso i riflettori sulla lunga vicenda giudiziaria e risarcitoria che coinvolge gli ex operai dello stabilimento di Avellino esposti all’amianto.  Nel corso di un’intervista, il parlamentare di Fratelli d’Italia ha richiamato il contenuto delle più recenti sentenze maturate attorno al caso Isochimica, soffermandosi in particolare sull’espressione “strage di Stato”, ormai entrata nel lessico giudiziario della vicenda.  “Non è una definizione politica — ha chiarito Rotondi — ma un passaggio che emerge dagli atti e dalle pronunce della magistratura”.   Un riferimento che, secondo il deputato irpino, riguarda le responsabilità complessive del sistema pubblico dell’epoca, comprese le Ferrovie dello Stato che affidavano all’azienda di Pianodardine le lavorazioni di scoibentazione dei vagoni ferroviari.

Il dramma che continua dopo quarant’anni

A distanza di decenni, il caso Isochimica continua a produrre conseguenze devastanti. Il numero delle vittime legate all’esposizione all’amianto è infatti salito a 38, mentre molti ex lavoratori convivono ancora oggi con patologie gravissime.  Una ferita mai rimarginata, che secondo Rotondi impone allo Stato una scelta definitiva. Il parlamentare insiste sulla necessità di arrivare a una soluzione transattiva capace di garantire risarcimenti alle famiglie senza attendere ulteriori passaggi processuali. Il nodo, però, resta politico e amministrativo.  “Solo il Ministero dell’Economia può assumersi la responsabilità politica di indicare a Rfi una superiore ragione di Stato”, ha spiegato il deputato, sottolineando come il timore di eventuali responsabilità contabili abbia finora bloccato ogni tentativo di accordo.  Sul tema, Rotondi rivendica anche il proprio impegno personale, ricordando di aver seguito la vicenda negli anni e di aver contribuito, durante la sua esperienza di governo, al finanziamento iniziale delle operazioni di bonifica dell’area industriale.

“Ci furono omissioni nei controlli”

Nel suo intervento, il parlamentare ha affrontato anche il tema delle responsabilità istituzionali maturate negli anni Ottanta. Pur mantenendo una linea prudente sul piano giudiziario, Rotondi ha riconosciuto che “ci furono omissioni nei controlli”, lasciando intendere come il sistema di vigilanza dell’epoca non sia riuscito a impedire una tragedia annunciata.  Una riflessione che coinvolge non solo l’azienda guidata da Elio Graziano, ma un intero contesto industriale e istituzionale nel quale la pericolosità dell’amianto veniva spesso sottovalutata o ignorata.   Lo stesso Graziano, ha ricordato Rotondi, morì a causa di una patologia collegata all’amianto. Un dettaglio che restituisce tutta la dimensione umana di una vicenda che ha travolto operai, dirigenti e territorio.

La memoria come dovere civile

Nel passaggio conclusivo dell’intervista, il deputato ha rivolto un pensiero ai giovani e agli ex lavoratori, invitando a non disperdere la memoria di quanto accaduto all’Isochimica.  Secondo Rotondi, oggi esiste una sensibilità ambientale molto più forte rispetto agli anni Ottanta, ma il problema dell’amianto è tutt’altro che superato. Materiali contaminati sono ancora presenti in numerosi edifici pubblici e privati, mentre il tema della rigenerazione urbana continua a rappresentare una delle grandi sfide italiane. Da qui anche una riflessione critica sul Superbonus 110%, che secondo il parlamentare avrebbe finito per concentrare il dibattito quasi esclusivamente sugli incentivi fiscali, senza aprire un confronto strutturale sulla sicurezza e sulla bonifica del patrimonio edilizio costruito nel dopoguerra.   La storia dell’Isochimica, intanto, continua a interrogare istituzioni e coscienze. E mentre i processi cercano ancora verità definitive, in Irpinia resta viva la richiesta di giustizia di chi attende da decenni non solo risarcimenti, ma soprattutto il riconoscimento pieno di una tragedia che ha segnato un intero territorio.

dalla redazione