Supera la soglia delle 5.000 firme la petizione “Ridateci il treno: stop all’isolamento di Avellino”, confermando una partecipazione ampia e trasversale che riporta al centro del dibattito pubblico una questione strategica per il territorio: la riattivazione della stazione ferroviaria di Avellino e il rilancio dei collegamenti dell’Irpinia. Un risultato che rafforza il peso politico e civico dell’iniziativa e che ha spinto i promotori a richiedere formalmente un incontro al neo-assessore regionale ai Trasporti, Mario Casillo, per fare chiarezza sullo stato dei lavori, ottenere scadenze certe e concordare azioni operative in grado di superare una fase di prolungata incertezza. “Il superamento delle 5.000 firme, mantenendo alta l’attenzione anche a distanza di mesi dalla mobilitazione generale, dimostra che questo tema non è affatto marginale, ma rappresenta una priorità collettiva – afferma Claudio Petrozzelli, promotore della petizione –. Chiediamo alla Regione e agli enti competenti di trasformare gli annunci in impegni concreti, garantendo trasparenza, tempi certi e soluzioni che evitino di lasciare Avellino e l’Irpinia isolate”. Al centro della mobilitazione vi è la richiesta di una gestione più chiara e coordinata del processo di riattivazione della linea ferroviaria, considerata infrastruttura essenziale per la mobilità, lo sviluppo economico e la coesione territoriale dell’area interna irpina. Tra le istanze avanzate dai promotori figura innanzitutto la convocazione immediata di un tavolo istituzionale integrato, che coinvolga Regione Campania, RFI, Prefettura, Comune di Avellino e rappresentanze civiche e sindacali, con l’obiettivo di definire cronoprogrammi verificabili, responsabilità precise e controlli tecnici puntuali. Un altro punto centrale riguarda la verifica dello stato delle risorse finanziarie destinate all’elettrificazione della linea ferroviaria e il rispetto dei tempi di realizzazione, con la richiesta di pubblicare un piano aggiornato e accessibile ai cittadini. In attesa del completamento dei lavori, i promotori sollecitano inoltre l’attivazione di soluzioni provvisorie, come l’impiego di convogli diesel o ibridi laddove tecnicamente possibile, per garantire collegamenti essenziali e ridurre l’isolamento del capoluogo e dell’intera provincia. Guardando al medio-lungo periodo, la mobilitazione chiede anche l’avvio di uno studio di prefattibilità per la rettifica del tracciato ferroviario nel tratto Solofra–Montoro, superando il passaggio sul Monte Pergola e valutando costi, benefici e compatibilità con gli interventi infrastrutturali stradali attualmente in corso. La raccolta firme ha già prodotto assemblee pubbliche e momenti di confronto con le istituzioni locali, ma ora – sottolineano i promotori – è necessario un salto di qualità: un impegno formale, misurabile e verificabile da parte degli enti competenti, affinché le promesse si traducano finalmente in decisioni operative e risultati concreti. La richiesta è chiara: ridare ad Avellino il treno significa restituire al territorio un diritto fondamentale alla mobilità e allo sviluppo, ponendo fine a un isolamento che cittadini e comitati non sono più disposti ad accettare in silenzio.
di Fausto Sacco


