A undici anni dalla scomparsa di Antonio Di Nunno, Avellino si ferma a ricordare uno dei suoi sindaci più autorevoli. Domani, 3 gennaio 2026 alle ore 18, nella Chiesa di Costantinopoli sarà celebrata una messa in suffragio di un uomo che ha segnato una stagione politica e amministrativa ancora oggi rimpianta. Giornalista di grande cultura, profondamente legato alla sua terra, Di Nunno arrivò alla guida della città nel pieno della maturità personale e professionale. Quando morì aveva 69 anni. Con lui si aprì una fase fatta di progetti ambiziosi e sfide coraggiose, in un momento in cui Avellino iniziava a subire i primi segnali di marginalizzazione politica e istituzionale. Di Nunno credeva nei giovani e nella costruzione di una classe dirigente nuova. Lo dimostrò valorizzando figure chiamate ad assumere ruoli di responsabilità, molte delle quali avrebbero potuto rappresentare il futuro della città, se non si fossero poi disperse tra logiche di potere e appartenenze di partito lontane dalla sua idea di buona politica. Il ricordo di Antonio Di Nunno assume oggi un significato ancora più forte in un anno in cui Avellino tornerà al voto per eleggere un nuovo sindaco e un nuovo consiglio comunale. Al di là dei sondaggi e delle candidature in campo, un dato appare condiviso: la città attraversa una fase di evidente declino. La domanda che resta aperta è se esistano oggi energie, visione e credibilità per avviare una nuova stagione di speranza e prospettive. Una stagione capace di restituire orgoglio e dignità a una comunità smarrita, come Antonio Di Nunno aveva immaginato e sognato per la sua Avellino.
di Mat. Lib.

