“L’indifferenza è complicità. O si è contro la mafia o si è complici della mafia”. Con questa citazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Sandro Rutolo, ex consigliere comunale del Partito Democratico, motiva le dimissioni rassegnate nei giorni scorsi e lancia un duro atto d’accusa contro l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza. Rutolo spiega di aver lasciato l’aula consiliare dopo aver portato a termine il mandato che si era dato: “essere un punto di riferimento nella battaglia contro la camorra”. Una scelta maturata, sostiene, alla luce delle recenti inchieste giudiziarie che avrebbero confermato le denunce portate avanti negli ultimi mesi insieme all’Osservatorio sulla camorra stabiese. Nel suo comunicato, l’ex consigliere entra nel merito di un’analisi sui flussi elettorali delle ultime elezioni comunali, realizzata con il supporto dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del sociologo Luciano Brancaccio. Secondo Rutolo, lo studio evidenzierebbe una concentrazione anomala di consensi per alcuni consiglieri della maggioranza di centrosinistra nei quartieri a più alta presenza dei clan. Un quadro che Rutolo definisce “ancora più grave” se affiancato a parentele, relazioni e contiguità ritenute preoccupanti. L’ex consigliere denuncia inoltre un progressivo isolamento politico, fatto di minacce ricevute, silenzi istituzionali e pressioni – provenienti sia dalla maggioranza sia dall’opposizione – per spingerlo alle dimissioni. Nel mirino finisce direttamente il sindaco Vicinanza, giudicato «non all’altezza della situazione» e incapace, secondo Rutolo, di rappresentare un vero argine alla camorra. Particolarmente duro il passaggio sulla formazione della coalizione che ha sostenuto il primo cittadino alle elezioni. “Vicinanza mente sapendo di mentire”, scrive Rutolo, ricostruendo una doppia fase: una iniziale, con la volontà di escludere figure controverse, e una successiva, in cui – per vincere – si sarebbe scelta la linea della “necessità di imbarcare tutti”, superando le riserve del Partito Democratico e di autorevoli esponenti parlamentari. “È tutto documentato”, afferma, attribuendo al sindaco “l’intera responsabilità politica”. Tra i passaggi più discussi del comunicato, il riferimento al brindisi di fine anno in Consiglio comunale alla presenza del consigliere Oscurato, indicato come parente di un pregiudicato del clan D’Alessandro e citato in intercettazioni dell’Antimafia. Un episodio che Rutolo utilizza per denunciare l’esistenza di una “borghesia silente” e di “colletti grigi”. La conclusione è un appello politico diretto: Rutolo chiede al Partito Democratico di uscire dalla maggioranza per costruire “una vera prospettiva di ripartenza” per Castellammare di Stabia, definita “una città strategica”. Un intervento destinato ad alimentare il dibattito politico e istituzionale nelle prossime settimane, mentre restano sullo sfondo le indagini giudiziarie e il tema della trasparenza nella vita amministrativa cittadina.
di Marco Iandolo

