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Battaglia legale per il futuro dell’ex Ilva: Mittal preferisce il concordato, mentre Quaranta punta sull’insolvenza

In ECONOMIA
Febbraio 27, 2024
La decisione nelle mani della Sezione fallimentare di Milano: tra concordato e insolvenza, quale sarà il destino di Acciaierie d'Italia?

L’incertezza avvolge il domani delle Acciaierie d’Italia, un tempo note come Ilva, dopo l’udienza che si è tenuta stamani presso la Sezione fallimentare di Milano. Un incontro decisivo, divenuto l’arena di uno scontro tra due visioni opposte riguardo la risoluzione della crisi che affligge il colosso siderurgico.

Da una parte troviamo il gruppo Arcelor Mittal, attuale socio maggioritario, che attraverso i propri legali ha fatto richiesta di accesso al concordato in bianco. Tale strumento giuridico prevederebbe una serie di misure protettive a salvaguardia del patrimonio dell’intero gruppo, comprendente diverse realtà aziendali, dalla capogruppo Acciaierie d’Italia spa, fino alle società controllate AdI Energia srl, AdI Servizi Marittimi srl e AdI Tubiforma srl.

Il concordato con riserva costituisce uno strumento alternativo volto a tutelare l’azienda dall’aggressione dei creditori, permettendo una ristrutturazione del debito senza che ciò precluda la continuità aziendale. Una scelta che denota la volontà di Mittal di mantenere il controllo strategico dell’azienda, cercando di gestire la crisi senza dovere necessariamente ricorrere alla dichiarazione di insolvenza, con l’inevitabile conseguenza di un’amministrazione straordinaria.

Sull’altro fronte, troviamo Invitalia, socio pubblico, e il Commissario straordinario Giancarlo Quaranta, che hanno espresso una posizione decisamente differente, insistendo su una richiesta ben più radicale: quella della dichiarazione dello stato di insolvenza di Adi spa. Tale esito avvierebbe l’azienda verso un percorso di amministrazione straordinaria, configurando un cambio radicale nella gestione, con tutti gli scenari che una tale procedura comporta, tra cui l’intervento più diretto dello Stato e una potenziale ricerca di nuovi investitori.

La presidente della Sezione fallimentare, Laura De Simone, è ora chiamata a prendere una decisione critica che plasmerà le sorti dell’ex Ilva. Entro la fine della settimana si attenderà il suo verdetto, che si preannuncia come un punto di svolta per il futuro dei lavoratori e dell’industria siderurgica italiana.

La situazione è complessa e le implicazioni del verdetto sono significative, sia sul piano economico che sociale. Gli occhi sono tutti puntati sul tribunale di Milano, dove il destino di una delle più grandi realtà industriali italiane verrà deciso, segnando l’inizio di un nuovo capitolo nella storia travagliata di questo gigante dell’acciaio.