“Siamo di fronte a una tragedia che ci stringe il cuore e ci lascia senza parole”. Con queste parole il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha espresso il proprio cordoglio per la morte dei quattro braccianti agricoli di nazionalità pakistana deceduti nel drammatico incendio avvenuto ad Amendolara, in Calabria. Attraverso una nota diffusa dall’ufficio stampa della Regione, il governatore lucano ha manifestato vicinanza alle famiglie delle vittime e all’intera comunità pakistana, sottolineando come i quattro giovani fossero arrivati in Italia “con la speranza di un futuro migliore attraverso il lavoro nei nostri campi”. “Alle loro famiglie e alla comunità pakistana va la vicinanza più sincera e il dolore di tutta la Basilicata”, ha dichiarato Bardi, definendo la vicenda una tragedia che impone una riflessione profonda sulle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori stagionali impiegati nel comparto agricolo. Il presidente della Regione ha quindi lanciato un appello alle istituzioni affinché venga rafforzata l’attività di controllo e prevenzione. “È necessario intensificare l’azione di vigilanza con la massima fermezza e collaborare strettamente con le Prefetture, le Forze dell’ordine e le parti sociali per garantire alloggi dignitosi e trasporti sicuri ai lavoratori stagionali”, ha affermato. Al centro dell’intervento di Bardi anche il contrasto al fenomeno del caporalato, considerato una delle principali piaghe del settore agricolo. “Sradicare l’illegalità e l’ombra del caporalato è un imperativo morale prima che politico. Dobbiamo impegnarci tutti perché certe scene non si ripetano più”. Il governatore ha infine invitato istituzioni, imprese e società civile a fare fronte comune contro ogni forma di sfruttamento, sottolineando che soltanto attraverso un impegno condiviso sarà possibile rendere onore alla memoria delle vittime. “Solo così – ha concluso – onoreremo la memoria di chi ha perso la vita lavorando la nostra terra”.
di Fausto Sacco

