Le recenti scosse ai Campi Flegrei riaccendono il dibattito sulla gestione del rischio sismico e sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione. A lanciare un duro appello è don Maurizio Patriciello, il parroco da anni impegnato nella lotta alla criminalità organizzata e in prima linea sulle emergenze del territorio. In un’intervista rilasciata a La Stampa, don Patriciello invita le istituzioni a non sottovalutare la situazione: “Non agire oggi significa piangere i morti domani”. Parole che richiamano l’urgenza di affrontare con determinazione un fenomeno che continua a preoccupare migliaia di cittadini dell’area flegrea. Secondo il sacerdote, la prevenzione deve rappresentare una priorità assoluta. “Siamo seduti su una bomba a orologeria – afferma – e con tutta la tecnologia di cui disponiamo abbiamo il dovere morale e civile di prevenire le tragedie”. Da qui la richiesta di mettere in campo tutti gli strumenti disponibili, compresa la valutazione di eventuali misure straordinarie per la tutela della popolazione. Don Patriciello richiama inoltre le recenti dichiarazioni del capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ribadendo che il rischio non può essere ignorato o rinviato. “A uccidere non è solo la terra che trema, ma anche le negligenze umane e gli errori”, conclude, sollecitando scelte tempestive, trasparenza e un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni per ridurre il più possibile i rischi per i cittadini.
di Marco Iandolo

