Una notte di paura che solo per una fortunata coincidenza non si è trasformata in strage. Alle prime luci dell’alba, a Casoria, in provincia di Napoli, un palazzo di via Cavour è improvvisamente crollato, trascinando con sé parte della facciata e coinvolgendo anche uno stabile confinante. L’edificio era stato evacuato nella giornata di ieri, dopo che i Vigili del Fuoco avevano accertato una grave infiltrazione d’acqua dovuta alla rottura di una condotta. I residenti avevano segnalato boati, crepe e porte che non si chiudevano più: segnali che hanno evitato conseguenze ben peggiori. Alle ore 6 del mattino il cedimento dell’Arco di Carmignano ha fatto collassare l’intera struttura. Non si registrano feriti, ma il bilancio resta pesantissimo: oltre venti famiglie hanno perso la propria casa e i loro beni. Sul posto è stato attivato il Centro Operativo Comunale (COC) con il supporto della Protezione Civile regionale. Trenta volontari e tre psicologi dell’emergenza stanno assistendo gli sfollati, mentre due autobotti garantiscono il rifornimento idrico dopo il guasto alla condotta. L’area è transennata e costantemente monitorata dai tecnici della SMA Campania. “Ieri protestavamo per l’evacuazione, oggi ringraziamo chi ci ha salvato la vita”, si legge in una nota dei Vigili del Fuoco, che hanno disposto lo sgombero poche ore prima del crollo. Molte famiglie sono state ospitate in alberghi o da parenti, ma la tensione resta alta. La richiesta è unanime: soluzioni abitative immediate e chiarezza sulle responsabilità per un disastro che, secondo i residenti, si poteva evitare.
di Marco Iandolo

