Alle 9.41 il Pontefice ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro, segnando ufficialmente la conclusione del Giubileo 2025 dedicato alla speranza. Il rito, uno dei momenti più solenni dell’Anno Santo, si è svolto alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di numerose autorità civili e religiose. “Si chiude questa Porta Santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza”, ha pronunciato il Papa nella formula rituale, richiamando il senso profondo del Giubileo: un tempo straordinario di misericordia, conversione e riconciliazione, che ora si conclude ma è chiamato a continuare nella vita quotidiana dei fedeli. La Porta Santa era stata aperta la sera del 24 dicembre 2024 da Papa Francesco, dando avvio all’Anno Giubilare. In questi mesi milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo hanno attraversato la soglia simbolica della Basilica vaticana, partecipando alle celebrazioni e agli eventi spirituali organizzati per il Giubileo. Nel corso dell’Angelus, il Pontefice ha rivolto un appello forte e attuale, invitando tutti a diventare “artigiani della pace”. Un’esortazione che guarda alle tensioni e ai conflitti che attraversano il mondo e che richiama alla responsabilità personale e collettiva nel costruire dialogo, giustizia e fraternità. Con la chiusura della Porta Santa si conclude l’Anno Santo, ma resta l’eredità spirituale del Giubileo 2025: la speranza come impegno concreto e quotidiano, capace di aprire nuove strade di riconciliazione nella Chiesa e nella società.
di Fausto Sacco
