1443 views 4 mins 0 comments

Ciao Aldo, amico mio.

In AVELLINO, CAMPANIA
Luglio 18, 2025
Il ricordo dell'Arch. Aldo Iandiorio da parte di Carmine Tomeo e degli amici.

Te ne sei andato così, all’improvviso, lasciando un silenzio che pesa come un cielo d’inverno. Un silenzio pieno di cose non dette, di progetti a metà, di caffè mai presi, di quelle battute lievi che sapevi infilare anche nelle giornate più cupe.  Ma soprattutto, hai lasciato un vuoto umano — un vuoto vero — che solo chi ti ha conosciuto può davvero comprendere.

Aldo, collega, architetto, uomo.

Tre parole che non bastano. Perché tu eri molto di più. Eri l’uomo dalle mani pulite e dagli occhi gentili, capace di ascoltare sul serio, come si fa sempre più di rado. Eri uno di quelli che non parlavano per impressionare, ma per costruire — come facevi con i tuoi progetti, con le idee, con le relazioni.

Un architetto dell’anima, prima ancora che dello spazio.

Nel nostro mestiere, che spesso inciampa tra ego e velocità, tu eri una pausa. Un respiro profondo. Avevi una rara forma di gentilezza: quella che non si ostenta, ma si vive. Ti preoccupavi per gli altri, trovavi tempo per tutti. E lo facevi senza mai chiedere nulla in cambio, se non un sorriso o magari un “ci vediamo domani”.

E oggi, quel domani è arrivato senza di te.

Chi ti ha conosciuto lo sa.

Sa che dietro i tuoi silenzi c’era una profondità rara.

Sa che la tua intelligenza non era solo tecnica, ma umana.

Che ogni linea che tracciavi aveva dentro di sé un pensiero, un’etica, una cura.

Sai, Aldo, a volte scherzavamo dicendo che eri “fuori tempo”. Ma in realtà, eri solo troppo avanti, o forse troppo vero, per un mondo che ha perso l’abitudine alla delicatezza.

Tu credevi nel lavoro ben fatto, nella bellezza delle piccole cose, nel rispetto — per i luoghi, per le persone, per la vita.

E lo facevi con quella tua discrezione che insegnava più di mille parole.

Ora che non ci sei più, è difficile accettare il senso di tutto questo.

Difficile accettare che le persone migliori se ne vadano senza spiegazioni, mentre il resto continua a correre, spesso a vuoto.

Ma forse, proprio nella tua assenza, ci hai lasciato un ultimo insegnamento: che vale la pena vivere con coerenza, con dignità, con amore.

Che essere “brave persone” non è un dettaglio, ma un progetto di vita.

Che si può essere professionisti brillanti senza perdere l’umanità, e che anche un cantiere può essere un atto d’amore.

Ciao Aldo.

Che la tua voce gentile risuoni tra le stanze che hai disegnato,

che il tuo passo leggero cammini ancora accanto a noi,

che il tuo cuore immenso continui a battere, in chi ha avuto la fortuna di starti vicino.

E se da qualche parte, in un’altra dimensione fatta di luce e proporzione, esiste un luogo dove i giusti trovano casa,

beh… siamo certi che tu lo stai già progettando.

Con lo stesso rigore. Con la stessa grazia.

Con affetto eterno,

un collega, un amico, uno di quelli che ti porterà per sempre con sé.

Il ricordo dell’Arch. Aldo Iandiorio da parte di Carmine Tomeo e degli amici.

dalla redazione