Il Consorzio di Bonifica Sannio Alifano torna al centro di una dura tempesta politica e amministrativa. Dopo il fallimento dell’ultima riunione del Comitato Esecutivo, conclusasi senza il raggiungimento del numero legale, il presidente ha convocato per questa sera alle 19 il Consiglio dei Delegati nel tentativo di ottenere l’approvazione degli aumenti dei ruoli di contribuenza. Una decisione che, però, rischia di trasformarsi in un nuovo boomerang. Secondo quanto riportato nel verbale di deliberazione n. 69-2026 del 25 marzo, infatti, lo statuto consortile attribuisce chiaramente al Comitato Esecutivo – e non al Consiglio dei Delegati – la competenza in materia di approvazione dei ruoli contributivi. Il coinvolgimento dell’assemblea, successivo al tentativo fallito dell’esecutivo, solleva quindi forti dubbi di legittimità. A rendere il quadro ancora più critico sono le pesanti contestazioni mosse da Coldiretti Campania, che punta il dito contro una gestione ritenuta discutibile e responsabile di uno squilibrio nei conti. L’organizzazione agricola fa sapere di essere ancora in attesa di risposte ufficiali nelle sedi istituzionali, dopo che il presidente aveva dichiarato l’intenzione di chiarire il proprio operato durante le riunioni formali. I numeri, intanto, restano preoccupanti. La relazione del direttore, protocollata il 4 febbraio 2026, evidenzia un disavanzo superiore ai 316mila euro, attribuito principalmente all’aumento del personale e delle giornate lavorative. Un incremento che si aggiunge a quello già previsto nel bilancio di previsione, con un +5% iniziale e un ulteriore +7%. Nel tentativo di contenere la spesa, tra i punti all’ordine del giorno figura anche la revoca dell’indennità al vicepresidente, accompagnata da una mozione di sfiducia. Tuttavia, anche queste iniziative risultano controverse: secondo Coldiretti, infatti, lo statuto non prevede la possibilità di sfiduciare il vicepresidente, così come non contempla il passaggio in Consiglio per l’approvazione degli aumenti. La riunione di questa sera si preannuncia dunque decisiva ma ad alto rischio. Qualora il Consiglio dei Delegati dovesse approvare atti non previsti dallo statuto, le conseguenze potrebbero essere rilevanti sia sul piano politico che su quello amministrativo, aprendo la strada a ulteriori contestazioni e mettendo sotto pressione la governance del Consorzio. Il clima resta teso e l’esito dell’incontro potrebbe segnare un punto di svolta in una vicenda che, giorno dopo giorno, assume contorni sempre più critici.
di Marco Iandolo

