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Conte: “Primarie solo se cambia la legge elettorale. Sul salario minimo il governo ci ha presi in giro”.

In POLITICA
Gennaio 12, 2026
Il leader del Movimento 5 Stelle frena sulle primarie del campo largo e attacca l’esecutivo: “Il confronto va fatto in Parlamento. A Palazzo Chigi ascoltati e poi rimandati a casa”.

Giuseppe Conte non chiude la porta alle primarie del campo largo, ma frena e rimanda ogni decisione a un eventuale cambiamento della legge elettorale. “Primarie in caso di modifica della legge? Vediamo se e quando, poi ci confronteremo”, ha dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle nel corso di un’intervista.  Un’apertura prudente, che conferma la linea attendista del leader pentastellato sul futuro assetto delle alleanze di opposizione, strettamente legato alle regole del gioco elettorale. Conte ha ribadito come ogni discussione sul tema debba avvenire nelle sedi istituzionali: “Per la legge elettorale credo sia opportuno confrontarsi in Parlamento”. Nel mirino dell’ex presidente del Consiglio finisce però soprattutto il governo, accusato di mancanza di serietà nel dialogo con le opposizioni. Conte ha ricordato l’episodio del confronto sul salario minimo a Palazzo Chigi: “L’ultima volta siamo stati convocati, ascoltati con grande attenzione e rimandati a casa. Poi hanno aumentato gli stipendi a ministri e sottosegretari”.   Un attacco diretto che riaccende lo scontro politico su uno dei temi simbolo della battaglia del M5S, mentre il dibattito sulle riforme istituzionali e sulle possibili alleanze resta aperto, ma ancora senza scadenze certe.

di Marco Iandolo