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Coop e Onde Rosa in Lotta Contro l’Aumento dell’Iva sui Prodotti Femminili

In ECONOMIA
Gennaio 02, 2024
La Legge di Bilancio 2024 segna il ritorno al 10% di Iva sugli assorbenti: una decisione che scatena le proteste e riaccende la petizione online.

In Italia, la decisione presa con la Legge di Bilancio del 2024 di riportare l’Iva sugli assorbenti femminili al 10%, dopo che il governo Meloni aveva ridotto tale aliquota al 5% un anno prima, ha scatenato una diffusa reazione negativa. Coop e il collettivo Onde Rosa hanno ripreso le armi di battaglia contro quello che viene lamentato come un passo indietro sul fronte della parità di genere e della non discriminazione economica.

Lo slancio verso una mobilitazione di massa è stato riacceso dalla decisione, interpretata come un ritorno ad una tassazione iniqua sui beni di prima necessità femminili, tradizionalmente categorizzati nella cosiddetta “tampon tax”. In risposta, Coop ha preso una decisione forte e simbolica, scegliendo di assorbire l’incremento dell’Iva fino ad aprile 2024 sui propri prodotti a marca Coop, senza ripercuoterlo sulle consumatrici.

Il collettivo Onde Rosa, che lo scorso anno aveva raccolto 683.000 firme su Change.org con la petizione contro l’aumento dell’Iva, ha rilanciato la campagna, questa volta con lo slogan “Il ciclo è ANCORA un lusso!”, e punta al traguardo di 1 milione di sottoscrizioni. Le due entità puntano a sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica e le istituzioni sulla questione.

Maura Latini, Presidente di Coop Italia, interviene affermando che la prova fatta da Coop dimostra che mantenere l’Iva al 5% è una scelta sostenibile e che, se l’abbassamento da solo non ha prodotto una riduzione dei prezzi, si deve piuttosto indagare e intervenire contro eventuali speculazioni, piuttosto che annullare le misure corrette già adottate. Il bisogno di controllo e penalizzazioni, se necessarie, è enfatizzato come soluzione preferibile rispetto all’eliminazione di politiche di equità fiscale.

Al di là dei prodotti menstruali, l’incremento dell’Iva previsto dalla nuova Legge di Bilancio si estende a una serie di beni essenziali per molti nuclei familiari, compresi i pannolini per neonati e il latte in polvere, ingenerando preoccupazioni riguardo l’impatto ulteriore sulle economie domestiche.

Le reazioni sono unanimi nel considerare il ritorno dell’Iva al 10% una misura che penalizza soprattutto donne e famiglie, facendo eco al dibattito globale sulla giustizia fiscale e il peso delle imposte sui prodotti sanitari femminili. La situazione italiana si inserisce così nel più ampio quadro della discussione internazionale, che vede vari paesi confrontarsi con la medesima problematica. Nel frattempo, la Coop e Onde Rosa continuano a battere sul tasto dell’azione collettiva come strumento fondamentale per rivendicare un’equità impositiva e sociale.

La vicenda, al centro dell’attenzione mediatica e politica, diventa un caso emblematico delle sfide che le società contemporanee affrontano nel bilanciare le esigenze di bilancio con le pressioni sociali per una maggiore equità. La lotta contro l’aumento dell’Iva sugli assorbenti femminili, pertanto, non è solo un caso nazionale, ma risona con le corde dell’equità e della giustizia in ogni angolo del globo.