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Corruzione, chieste misure cautelari per il sindaco di Castel Volturno e un ingegnere

In CAMPANIA, Caserta, CRONACA
Luglio 23, 2026
Secondo la Procura una scatolina bianca piena di contanti sarebbe stata il corrispettivo di incarichi pubblici milionari. A fine luglio gli interrogatori preventivi davanti al gip

Una scatolina bianca, una mazzetta di banconote e due incarichi pubblici di particolare rilievo. Sono gli elementi attorno ai quali ruota l’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che vede indagati per l’ipotesi di corruzione il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, e l’ingegnere Daniele De Caprio.  A sette mesi dalle perquisizioni eseguite dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, i sostituti procuratori Giacomo Urbano e Anna Ida Capone hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari Angela Mennella l’applicazione di misure cautelari nei confronti dei due indagati. Prima di assumere una decisione, il gip ha disposto gli interrogatori preventivi, fissati per la fine di luglio, nel corso dei quali Marrandino e De Caprio potranno fornire la propria versione dei fatti. Al centro dell’inchiesta vi è un episodio risalente all’8 marzo 2025. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’ingegnere De Caprio avrebbe consegnato al sindaco una scatolina bianca mentre entrambi si trovavano all’interno della Jeep utilizzata dal primo cittadino. Sempre secondo l’ipotesi accusatoria, il contenitore sarebbe stato nascosto sotto il sedile del veicolo e successivamente recuperato in più occasioni dallo stesso Marrandino per prelevare banconote. Circostanze che, secondo la Procura, sarebbero state documentate da una microtelecamera installata nell’autovettura nel corso delle indagini.  Per gli inquirenti, il denaro contenuto nella scatolina rappresenterebbe il corrispettivo degli incarichi affidati al professionista. Tra questi figurano la direzione dell’esecuzione del contratto per il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti, relativo a un appalto quinquennale del valore di oltre 25 milioni di euro, e il collaudo tecnico-amministrativo dei lavori di riqualificazione del waterfront del Parco Faber, bene confiscato alla criminalità organizzata.  L’attenzione è ora rivolta agli interrogatori preventivi, passaggio previsto dalla recente riforma della giustizia prima dell’eventuale applicazione di alcune misure cautelari. Solo dopo aver ascoltato gli indagati, il gip deciderà se accogliere o meno la richiesta avanzata dalla Procura.  Le accuse formulate dagli inquirenti rappresentano, allo stato, esclusivamente un’ipotesi investigativa che dovrà essere verificata nel corso del procedimento.

di Marco Iandolo