Il panorama calcistico di Frosinone è stato scosso dalle dichiarazioni post-gara di Eusebio Di Francesco, l’allenatore che non ha usato mezzi termini per descrivere la grave battuta d’arresto della sua squadra contro una travolgente Atalanta. Una sconfitta che ha lasciato l’ambiente sotto shock e ha portato il tecnico ad una riflessione amara sulla situazione attuale e sul futuro prossimo.
“Volevamo iniziare la gara con un 4-3-3 ma non abbiamo avuto neanche il tempo di assestarci, subendo tre gol in soli sette minuti”, ha riferito Di Francesco ai microfoni di Sky Sport. Questo inizio traumatico ha definito l’inerzia dell’incontro, lasciando i giallazzurri in balia dell’attacco avversario e mostrando una fragilità che non è nuova in questa stagione.
Il mister ha sottolineato la mancanza di malizia e la necessità di crescere in “piccole cose”, elemento determinante per la maturazione della squadra. È palese la delusione e quasi il rimprovero nel tono di Di Francesco quando afferma che senza imparare da questa sconfitta, il percorso del Frosinone potrebbe incontrare gravi ostacoli.
Una delle linee più aspre dell’intervista è sicuramente l’affondo contro un certo atteggiamento autocompiacente che Di Francesco sembra percepire: “chi si sente bravo per me può restare a casa”. Un invito nemmeno troppo velato a mantenere l’umiltà, la voglia di lottare e di migliorare che caratterizzava la squadra all’alba della stagione.
L’allenatore ribadisce ancora una volta che non è il sistema di gioco a fare la differenza in campo, ma l’atteggiamento e la dinamicità con cui ogni singolo giocatore interpreta le diverse situazioni di gioco. La tattica alla lavagna passa in secondo piano rispetto al cuore e alla versatilità richiesti nel vivo dell’azione.
Di Francesco esclude anche la supponenza come causa della pessima partenza, ammettendo piuttosto una mancanza di determinazione giusta. La presunta autosufficienza sarebbe infatti un problema ancora più grave, in quanto potrebbe minare quei valori di grinta e identità a cui si ispirano i ciociari.
Nell’amaro momento di mea culpa che vive il club, l’attenzione si rivolge ora al prossimo incontro di campionato, visto come un’opportunità di riscatto per dimostrare che le parole del loro comandante saranno ascoltate e, soprattutto, messe in pratica. La ripresa dopo un colpo simile è sempre dura, ma in base a quanto dichiarato, nel Frosinone non sembra mancare la volontà di alzare il tiro e di riconfermare la propria identità in campo. La reazione ai microfoni potrebbe, con la giusta reazione sul campo, trasformarsi in una scintilla capace di riaccedere la passione di giocatori e tifosi.
