La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere accende i riflettori su un nuovo caso giudiziario che coinvolge la politica regionale. Il consigliere Giovanni Zannini è stato raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora nella regione Campania, misura cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il provvedimento è stato notificato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Aversa anche a due imprenditori, Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio, anch’essi indagati nella stessa vicenda.
Le accuse: corruzione, falso e truffa aggravata
Le contestazioni mosse nei confronti del consigliere regionale sono particolarmente pesanti. I magistrati ipotizzano:
- corruzione per l’esercizio della funzione
- falsità materiale in concorso
- truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche
Secondo l’impostazione accusatoria, ancora tutta da verificare nelle successive fasi processuali, vi sarebbe stato un sistema finalizzato a ottenere indebitamente fondi pubblici attraverso atti ritenuti irregolari. Al momento, si tratta di accuse che dovranno essere vagliate nel contraddittorio tra accusa e difesa.
La decisione del GIP: no al carcere
La Procura aveva richiesto per Zannini una misura più restrittiva, ossia la custodia cautelare in carcere. Il giudice per le indagini preliminari ha però optato per una misura meno afflittiva, disponendo il divieto di dimora in Campania, provvedimento applicato anche ai due imprenditori coinvolti. Si tratta di una misura cautelare che impedisce agli indagati di risiedere o soggiornare nel territorio indicato dal giudice, ritenuta evidentemente sufficiente, allo stato degli atti, a tutelare le esigenze investigative.
Attesa per la conferenza stampa
In mattinata è prevista una conferenza stampa presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere, durante la quale potrebbero emergere ulteriori dettagli sull’inchiesta, sulle modalità dei presunti illeciti e sul quadro probatorio raccolto dagli inquirenti. L’evoluzione del procedimento sarà ora al centro dell’attenzione politica e istituzionale in Campania, in attesa delle eventuali iniziative difensive e dei prossimi sviluppi giudiziari.
di Marco Iandolo

