Lavori mai eseguiti, ma certificati come reali per ottenere crediti d’imposta: è questa l’accusa al centro di un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Napoli Nord, che ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di 3,7 milioni di euro. Nel mirino degli inquirenti ci sono un architetto e una società con sede a Napoli, sospettati di aver messo in piedi un sistema fraudolento ai danni dello Stato, approfittando dei bonus edilizi. Le indagini sono partite a seguito delle denunce presentate da alcuni proprietari di immobili situati a Grumo Nevano e Frattamaggiore, ignari che sulle loro abitazioni fossero stati formalmente avviati (ma mai realmente eseguiti) lavori di ristrutturazione. Secondo gli accertamenti, l’impresa coinvolta si sarebbe avvalsa della collaborazione del professionista per attestare falsamente lo stato di avanzamento dei lavori, in modo da generare crediti fiscali poi utilizzati in compensazione delle imposte. Il procuratore di Napoli Nord, Anna Maria Lucchetta, ha sottolineato che il sequestro è stato disposto per “interrompere la circolazione delle risorse illecite, scongiurando in tal modo un grave nocumento per l’Erario derivante dal successivo utilizzo dei crediti fiscali”. L’inchiesta si inserisce nel più ampio filone di controlli avviati sul corretto utilizzo dei bonus edilizi, al centro di numerosi casi di frode negli ultimi mesi in tutta Italia.
di Marco Iandolo

