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Finestra sul quartiere, porta per la fuga: nel Napoletano 97 evasioni dai domiciliari in pochi mesi.

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI
Dicembre 08, 2025
Tra fughe improbabili, giustificazioni creative e inseguimenti improvvisati, il fenomeno delle violazioni della misura cautelare diventa routine quotidiana per i Carabinieri.

Nella provincia di Napoli la finestra non è soltanto un affaccio sul vicinato: per molti detenuti ai domiciliari è diventata la via più rapida per sparire, anche quando non si può. Da agosto 2025 a oggi i Carabinieri hanno registrato 55 arresti e 42 denunce per evasione, un volume tale da confermare quanto questa condotta sia ormai parte stabile della cronaca locale.  Le pattuglie dell’Arma si trovano davanti a casi di ogni genere. C’è chi evade per regolare conti sentimentali lasciati in sospeso, chi prova a sgattaiolare via all’alba sperando di passare inosservato, chi sfreccia in scooter senza casco convinto di non essere riconosciuto. E c’è persino chi si lancia dalla finestra del bagno per far perdere le proprie tracce, salvo poi ricomparire settimane dopo in un albergo a pochi chilometri da casa.   Il campionario continua: una donna sorpresa in un suv diretto a una “cena giapponese”, un uomo che trasforma la fuga in contenuti social, un giovane in fila al traghetto con il passamontagna, un 60enne persuaso che il giorno di Pasquetta giustifichi un caffè al bar. Fino al caso del detenuto trovato in pasticceria insieme alla famiglia da un carabiniere fuori servizio. Dalle giustificazioni fornite emerge una percezione distorta della misura: per molti, il domicilio obbligato sembra flessibile, interpretabile, quasi negoziabile. Ma ogni evasione comporta rischi concreti, per chi scappa e per chi deve fermarlo. Dietro questi episodi c’è il lavoro quotidiano delle pattuglie: controlli mirati, pedinamenti improvvisi, riconoscimenti fulminei, inseguimenti nati da un dettaglio fuori posto. I numeri, allora, non sono soltanto numeri: raccontano una realtà radicata e difficile da estirpare. Un’abitudine che mette alla prova la pazienza e il presidio del territorio. Perché nel Napoletano chi dovrebbe restare a casa è spesso il primo a testare i confini della legge. E chi deve vigilare non può permettersi di abbassare lo sguardo, nemmeno per un istante.

di Marco Iandolo