507 views 3 mins 0 comments

Gennaro Oliviero e altri esponenti Pd esclusi dal partito in Campania

In POLITICA
Dicembre 02, 2024

In un capovolgimento di alleanze che riflette le continue tensioni interne al Partito Democratico in Campania, Gennaro Oliviero, Presidente del Consiglio regionale della Campania, insieme ad altri otto esponenti del partito, si è visto negare la riammissione all’organizzazione. La decisione, nelle mani del Commissario del Pd di Caserta, Susanna Camusso, non ha accolto le richieste di iscrizione sulla base delle regole definite dallo Statuto e dal Codice etico del partito.

Oliviero, figura storica del partito e noto sostenitore del presidente Vincenzo De Luca, ha trovato ostacoli significativi nel suo percorso politico. La sua fede incrollabile nella leadership di De Luca, espressa recentemente durante un evento pubblico a Sessa Aurunca, la sua città natale, non è stata sufficiente a schermarlo dalle controversie interne che affliggono il partito da mesi.

La scissione arriva in un momento particolarmente delicato per il Pd casertano. La federazione provinciale è stata commissariata nell’aprile 2023 dopo che alcune irregularità amministrative sono venute alla luce, sollevando dubbi sull’autenticità del tesseramento. Il caso, conosciuto come quello delle “tessere gonfiate”, ha messo Oliviero sotto il mirino della critica, non solo a livello locale ma anche nazionale.

La risposta del partito a queste tensioni si è manifestata attraverso un’attenta verifica degli iscritti, che si è conclusa ieri con la certificazione di 4068 membri. Tuttavia, questa mossa sembra non essere stata sufficiente a placare le acque turbulent. Il timbro della negazione sull’iscrizione di Oliviero e degli altri otto membri, tra cui figure di spicco come Massimo Schiavone, candidato nelle recenti elezioni comunali di Sessa Aurunca e alle Europee, l’ex sindaco Silvio Sasso, il sindaco di San Nicola la Strada Vito Marotta e i consiglieri comunali di Piedimonte Matese Fabio Civitillo e Agostino Navarra, segna un chiaro segnale di rottura.

La decisione di Camusso e le implicazioni a lungo termine per il partito in regione non sono ancora chiare, ma ciò che è evidente è il crescente disallineamento tra le diverse correnti all’interno del partito stesso. Questi eventi non fanno che ostacolare la coesione e la capacità del Pd di presentarsi come una forza unificata nelle prossime sfide elettorali. Nel frattempo, Oliviero ha scelto di non commentare la decisione, mantenendo un riserbo che lascia molti interrogativi aperti sull’evoluzione futura della sua carriera politica e sulle dinamiche interne al Partito Democratico casertano.

In conclusione, questo episodio non è solo una rappresentazione del dilemma interno di una singola federazione politica, ma potrebbe anche prefigurare cambiamenti più ampi nel panorama politico regionale e nazionale, con ripercussioni che potrebbero estendersi ben oltre i confini di Caserta o della Campania.