339 views 3 mins 0 comments

Trent’anni dopo, Casal di Principe ricorda Don Diana con una marcia di speranza e giustizia

In POLITICA
Marzo 19, 2024

Era il 19 marzo del 1994 quando la cittadina di Casal di Principe si trovò a piangere uno dei suoi figli più coraggiosi e integri: Don Giuseppe Diana, noto come Don Peppe, sacerdote che ha dedicato la sua esistenza alla lotta contro il dominio camorrista. A trent’anni esatti dall’atroce omicidio, nel cuore stesso di quella comunità che lo ha visto crescere e operare, si è svolta una marcia emotiva e colorata che ha visto protagonisti migliaia di studenti.

Le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno risuonato potenti nel ricordare la figura di Don Diana, descrivendolo come un educatore alla libertà e un punto di riferimento per i giovani e le persone oneste della zona. Gli assassini, esponenti del clan dei Casalesi, sono stati individuati e condannati, ma la potente testimonianza di Don Diana perdura, divenendo simbolo di resistenza e riscatto sociale.

La marcia ha rappresentato un flusso vivace di energie, portando gli studenti a percorrere le strette vie cittadine e a scandire il nome del sacerdote davanti alla casa dove visse. La famiglia di Don Peppe ha fatto loro eco con uno striscione esposto in suo tributo.

Impegno e ricordo hanno trovato voce anche nelle parole di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che ha sottolineato come l’opera di contrasto alla criminalità organizzata debba persistere, nonostante i cambiamenti nell’agire mafioso, e come sia necessaria una risposta collettiva e politiche sociali adeguate per estirpare il male alla radice.

Dal Vaticano, Papa Francesco si è unito al coro di voci che onorano la memoria di Don Diana, sollecitando la comunità a rafforzare la fede e a vivere la profezia cristiana che luce nel martirio del parroco assassinato. Il pensiero del pontefice si è esteso con un incoraggiamento speciale ai giovani, a non perdere la speranza e a perseguire un futuro basato su ideali nobili, lavoro onesto, giustizia e pace.

Casal di Principe sembra non dimenticare le lezioni di Don Peppe e, a trent’anni dal suo sacrificio, continua a coltivare quel seme di speranza che lui stesso aveva piantato. La giustizia e il coraggio trovano nuova vita nelle giovani generazioni che, ispirate dal suo esempio, marciando insieme, fanno risuonare il desiderio di un domani libero dalle ombre del crimine.