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Grazia a Mario Roggero, Nordio avvia l’istruttoria. Il Quirinale:  “La decisione spetta solo al Presidente della Repubblica”

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Luglio 16, 2026
Dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per il gioielliere piemontese, il ministro della Giustizia avvia l'iter previsto dalla legge. Mattarella richiama i limiti delle competenze del Guardasigilli: la grazia è una prerogativa esclusiva del Capo dello Stato.

Si apre un nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori che, il 28 aprile 2021, avevano assaltato il suo negozio.  Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha infatti disposto l’avvio dell’istruttoria finalizzata a valutare l’eventuale concessione della grazia.   Si tratta di un passaggio preliminare previsto dall’ordinamento, che non comporta alcuna decisione automatica ma serve a raccogliere tutti gli elementi necessari per consentire un’eventuale valutazione da parte del Presidente della Repubblica.  Nel corso dell’istruttoria saranno acquisiti la documentazione relativa al procedimento, i pareri del Tribunale di Sorveglianza e lo storico giudiziario del condannato. Al termine dell’esame, il Guardasigilli formulerà un proprio parere, che resta tuttavia privo di carattere vincolante, decidendo poi se trasmettere o meno il fascicolo al Quirinale. Proprio per chiarire l’ambito delle rispettive competenze, nel pomeriggio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il ministro Nordio. Con una nota ufficiale, il Quirinale ha ribadito che la facoltà di concedere la grazia è attribuita esclusivamente al Capo dello Stato dalla Costituzione, principio confermato anche dalla sentenza n. 200 del 2006 della Corte Costituzionale.   L’intervento del Quirinale sottolinea quindi come il ruolo del ministro della Giustizia sia limitato all’avvio e allo svolgimento dell’istruttoria, senza alcun potere decisionale sull’esito finale della procedura. La posizione di Mario Roggero continua intanto a dividere l’opinione pubblica. Da un lato c’è chi ritiene che il gioielliere abbia reagito in una situazione di estrema tensione dopo aver subito una violenta rapina; dall’altro resta la valutazione della magistratura, che ha accertato in via definitiva la responsabilità penale per l’uccisione dei due rapinatori durante la loro fuga.  L’eventuale concessione della grazia rappresenta dunque una possibilità prevista dall’ordinamento, ma il percorso resta complesso e la decisione finale, qualora l’istruttoria venga completata e trasmessa al Quirinale, spetterà unicamente al Presidente della Repubblica.

di Fausto Sacco